Lecce-Atalanta 0-3, la Dea accorcia sulla zona Europa e i salentini restano nel fango
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Redazione Sport
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Non era semplicemente una gara da vincere, per l’Atalanta di Palladino, quanto piuttosto un crocevia obbligato per riannodare i fili di una rincorsa che, fino a qualche settimana fa, sembrava essersi impantanata nelle sabbie mobili della trasferta. E la Dea, puntuale come un orologio svizzero quando meno te lo aspetti, ha trasformato l’insidia del Via del Mare in un’autentica passerella: il secco 0-3 rifilato al Lecce – con reti siglate da Scalvini, Krstovic e Raspadori – vale molto più di tre punti. Vale un -1 dalla Roma, sesta in classifica e appena sbranata a San Siro, e un affaccio quasi beffardo sul quinto posto, quello che al momento profuma di Europa League, in attesa ovviamente degli sviluppi del match tra Juventus e Genoa. Un’occasione, insomma, che i bergamaschi non potevano fallire, e che hanno sfruttato con la freddezza chirurgica che contraddistingue le grandi squadre quando devono rialzarsi.
L’assalto alla Champions passa da Bergamo
Con questo successo, l’Atalanta si porta a -5 dal quarto posto, un’abissale differenza che però, nel calcio di oggi, può essere colmata in un battito di ciglia, specie se nel prossimo turno ci sarà lo scontro diretto proprio contro la Juventus a Bergamo. Una partita, quest’ultima, che assume i contorni di un dentro-fuori anticipato per le ambizioni europee delle due compagini. Nel frattempo, la classifica sorride anche alla Fiorentina, che vede i pugliesi inchiodati a quota 27 – insieme alla Cremonese – e mantiene così un margine di cinque lunghezze sulla zona caldissima. Per la squadra di Palladino, invece, il pensiero corre già a sabato: battere i bianconeri significherebbe compiere un ulteriore scatto in avanti, approfittando della frenata altrui e magari sognando un posto al sole che fino a ieri sembrava un miraggio.
Lecce, Di Francesco non usa giri di parole: “Oggi niente da salvare”
Dall’altra parte della barricata, il clima è ovviamente opposto. Il Lecce, che pure aveva l’opportunità di allungare su Cremonese e Cagliari (entrambe fermate dal pari), ha invece mostrato il fianco fin dalle prime difficoltà, sciogliendosi come neve al sole dopo il primo gol subìto. Il tecnico Eusebio Di Francesco, nel post-partita, è apparso visibilmente scosso: “Oggi non c’è niente da salvare, bisogna resettare immediatamente”. Parole pesanti, quelle del mister, che fotografano una prestazione nella quale i salentini non sono mai stati all’altezza della posta in palio. E il prossimo impegno, una sfida contro il Bologna, non promette certo sconti per una squadra che ora occupa la terzultima posizione e vede il baratro sempre più vicino. Servirà una reazione d’orgoglio, perché il tempo per gli alibi è finito e la classifica, si sa, non perdona.
Un pomeriggio senza sorrisi per i pugliesi
L’analisi della partita, per quanto riguarda i padroni di casa, è fin troppo semplice: poca sostanza, tantissima confusione e un atteggiamento mentale che è crollato sotto il primo colpo ricevuto. L’Atalanta, al contrario, ha dimostrato di saper gestire il possesso e ripartire con il coltello tra i denti, trasformando ogni disattenzione avversaria in un’occasione da gol. Scalvini, autore del vantaggio, ha aperto le danze su sviluppo di calcio d’angolo; Krstovic ha firmato il raddoppio sfruttando un’amnesia difensiva; Raspadori, infine, ha chiuso i conti con un diagonale che non lasciava scampo. Tre episodi, tre lampi, e una partita che era già finita molto prima del triplice fischio. Ora, per il Lecce, l’unica strada percorribile è quella di serrare i ranghi e provare a vendicare questo scivolone nella prossima, durissima, trasferta contro il Bologna. Per l’Atalanta, invece, è tempo di pensare in grande.




