Leone XIV all'Advisory Board Rcs: l'umanesimo digitale argine alla deriva etica dell'intelligenza artificiale

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le parole di Leone XIV, pronunciate nella Sala Clementina in merito a un nuovo umanesimo nell'era digitale, hanno costituito il fondamento concettuale dell'incontro svoltosi il 7 novembre presso la Casina Pio IV, dove si è riunito l'Advisory Board di Rcs Academy dopo l'udienza con il Pontefice. Le sue sottolineature, che hanno investito il delicato "rapporto tra etica e intelligenza artificiale" e il ruolo della comunicazione, concepita affinché sia "al servizio delle persone" e non si riduca a "un sistema di algoritmi", hanno orientato un dialogo che ha visto la partecipazione di Ceo, manager e imprenditori, chiamati a riflettere su scenari complessi.

Il sovraccarico informativo e il rischio disumanizzazione

In un contesto globale dove le parole, come ha osservato il Papa, si accavallano in un ritmo frenetico paragonabile a quello delle onde, il "sovraccarico d'informazione" finisce per offuscare il senso e la coscienza individuale e collettiva, generando in modo subdolo una "disumanizzazione" progressiva. A questa deriva, che si insinua nella quotidianità, ci si abitua con pericolosa facilità, assimilando la manipolazione a un mero rumore di fondo e lasciandosi distrarre, come ricordato, dalla monotonia di logiche che si autoassolvono con l'algido motto "Business is business".

Verità e comunicazione: un binomio da ricostruire

Il Pontefice ha quindi richiamato l'essenziale binomio di verità e comunicazione, compagne di viaggio nel cammino dell'umanità che oggi appaiono smarrite, travolte dalla "fretta delle mode" e dal fragore di polemiche che sembrano aver dimenticato il valore fondativo dell'ascolto. Di fronte a questo smarrimento, Leone XIV ha indicato la necessità di un pensiero capace di liberare la comunicazione stessa da tali catene, promuovendo una visione lungimirante che sappia guardare oltre gli interessi immediati e le contingenze polemiche, tenendo a cuore il bene comune.

L'educazione come strumento di cittadinanza attiva

In questo quadro, l'educazione è stata identificata come il perno irrinunciabile, ciò che rende concretamente attiva e trasformativa la pari dignità di ogni essere umano. È attraverso di essa, infatti, che si promuove un'effettiva cittadinanza, sia locale che globale, caratterizzata dai segni distintivi della partecipazione, della solidarietà e della libertà. Il monito finale è stato quello di vigilare affinché, proprio in quel sovraccarico informativo e in un vuoto di sapienza che talvolta lo accompagna, non attecchiscano nuove e più raffinate forme di disumanizzazione e di manipolazione, le quali, mascherandosi abilmente, rischiano di spacciare lo sfruttamento per cura e la menzogna per verità.

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