Milizie sciite dall'Iraq per Assad
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Redazione Esteri
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Le milizie irachene, sostenute dall'Iran, sono entrate in Siria durante la notte tra domenica e lunedì, attraversando il confine nei pressi della città di Bukamal. Tra i combattenti figurano membri dei gruppi Kataib Hezbollah e Fatemiyoun, che si sono uniti alle forze di Bashar Assad per fronteggiare l'avanzata dei ribelli islamisti. Secondo l'Associated Press, queste milizie si stanno dirigendo verso la Siria settentrionale per rafforzare l'esercito siriano, assediato dai ribelli jihadisti di Hayat Tahrir al Sham, classificato come gruppo terroristico dalle Nazioni Unite e dall'Unione Europea.
Durante la scorsa notte, i jet russi e siriani hanno intensificato gli attacchi contro i ribelli, colpendo il nord-ovest della Siria, compresi un campo per sfollati e la città di Idlib. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, il bilancio delle vittime degli scontri è in continuo aumento, con 446 morti, tra cui 61 civili, 11 dei quali uccisi nelle ultime ore in raid aerei. Le milizie Hashd al-Shaabi, allineate all'Iran e provenienti dall'Iraq, hanno attraversato una rotta militare vicino al valico di al-Bukamal, contribuendo a rafforzare le deboli forze di Assad.
Il Nunzio del Papa a Damasco, il cardinale Mario Zenari, ha descritto la situazione come difficile, con una calma sospetta in alcune zone e sparatorie in altre. I civili, rinchiusi nelle loro case per paura, non hanno autorità a cui fare riferimento, poiché gli uffici governativi sono stati abbandonati. Zenari ha riferito di essere in contatto costante con i vescovi, i religiosi e i preti di Aleppo, sottolineando la precarietà della situazione.
In questo contesto, le milizie filo-iraniane continuano a entrare in Siria, aumentando il numero delle vittime civili e contribuendo a una situazione già critica.




