I dazi di Trump travolgono i mercati, l’Europa rischia la guerra commerciale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre la Borsa di Milano chiude con un tonfo del -3,6%, trascinata nel vortice del panico globale, i nuovi dazi annunciati da Donald Trump – il 20% sull’Europa, il 10% sul Regno Unito – dimostrano che la Brexit, almeno su questo, ha offerto un vantaggio relativo. Ma è una magra consolazione per un continente che si ritrova sull’orlo di una guerra commerciale senza precedenti, con cancellierie al lavoro notte e giorno per trovare una risposta che non inasprisca ulteriormente gli equilibri.

Wall Street, intanto, ha già pagato il prezzo più alto: l’indice US100 è crollato in quella che gli analisti hanno definito una "svendita da panico", bruciando in poche ore circa 2 trilioni di dollari di capitalizzazione. Il dollaro stesso, travolto dalle fughe verso beni rifugio, ha subito un contraccolpo durissimo. E se la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha ribadito che i dazi "non sono negoziabili", definendoli un’"emergenza nazionale", i mercati hanno reagito come a un terremoto, senza distinzioni tra settori o confini.

C’è chi, tra operai e minatori, potrebbe sorridere amaramente di fronte a queste turbolenze finanziarie, mentre si spezza la schiena in fabbrica o in galleria. Mentre i media riempiono pagine e schermi con le vicende di star e influencer alle prese con terapie costose e crisi esistenziali, per molti lavoratori il vero lusso sarebbe semplicemente un salario che tenga il passo con l’inflazione. Ma oggi, persino chi maneggia tonnellate di cavi o spacca pietre sa che un’altra tempesta si avvicina: quella dei rincari causati da dazi che potrebbero stravolgere i prezzi di materie prime e beni di consumo.

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