I dazi di Trump travolgono i mercati, l’Europa cerca una risposta mentre Meloni accantona tutto
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Non c’era bisogno di essere veggenti per prevederlo: l’annuncio dei nuovi dazi statunitensi ha immediatamente scatenato un terremoto finanziario, trascinando al ribasso le borse nonostante i tentativi di rassicurazione da parte dell’amministrazione Trump. "Fidatevi di noi", è il messaggio lanciato da Washington, ma i numeri parlano chiaro: a Wall Street, dove la cerimonia d’apertura è stata accompagnata dai consueti applausi, gli indici sono crollati nel giro di pochi minuti, con i tabelloni che hanno virato al rosso senza possibilità di appello.
A Palazzo Chigi, intanto, Giorgia Meloni ha cancellato tutti gli impegni previsti per concentrarsi sulla crisi innescata dalla mossa americana. La preoccupazione del governo italiano, che dovrà valutare come proteggere le imprese locali senza innescare ritorsioni peggiori, è condivisa a livello europeo. Ursula von der Leyen, pur ribadendo la volontà di negoziare, non ha nascosto che l’Ue è pronta a reagire. "Le tariffe non sono la soluzione", ha dichiarato la presidente della Commissione, lasciando intendere che potrebbero seguire contromisure.
Il nodo cruciale, tuttavia, resta l’impatto concreto sui settori più esposti, a cominciare dalle telecomunicazioni, ma anche sull’economia reale. Se i prezzi delle importazioni salgono, a farne le spese saranno soprattutto i consumatori e le aziende che dipendono dagli scambi transatlantici. Un rischio particolarmente grave in un contesto già segnato dall’inflazione e dalla stagnazione dei salari, sia negli Usa che in Europa




