Il ddl immigrazione e la notte del record: tra lo scontro politico sui Cpr e l’argento di Arianna Fontana
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Redazione Sport
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Il Consiglio dei ministri ha incardinato il disegno di legge voluto dal titolare del Viminale, Matteo Piantedosi, e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ne ha rivendicato l’impianto attraverso un videomessaggio diffuso sui canali social – strumento ormai consueto per la comunicazione istituzionale dell’esecutivo – nel quale si esortano i gruppi parlamentari a procedere speditamente nell’iter di conversione -7. La premier, nel dettaglio, ha richiamato i numeri relativi alla contrazione degli sbarchi e all’incremento dei rimpatri, parametri che a suo avviso legittimerebbero l’ulteriore inasprimento normativo; l’appello, formulato in termini che paiono rivolti direttamente alle forze di opposizione, è stato declinato come una richiesta di collaborazione priva di «ostacoli fantasiosi e dal chiaro sapore ideologico» -7.
Il testo, strutturato in diciassette articoli che recepiscono altrettante deleghe per l’adeguamento al Patto europeo sulla migrazione e l’asilo del maggio 2024, introduce il meccanismo definito “blocco navale”: si tratta, più precisamente, dell’interdizione temporanea dell’attraversamento delle acque territoriali – estendibile fino a sei mesi – subordinata alla sussistenza di cinque presupposti tassativi, tra i quali figurano il rischio concreto di atti terroristici, l’infiltrazione di terroristi, una pressione migratoria eccezionale, le emergenze sanitarie transfrontaliere e lo svolgimento di eventi internazionali di rilevanza primaria -1. Le imbarcazioni fermate potranno essere condotte, oltre che verso porti nazionali, anche in Stati terzi con i quali l’Italia abbia perfezionato intese bilaterali; il riferimento, esplicito nelle bozze circolate alla vigilia della riunione di Palazzo Chigi, è all’Albania -1.
L’opposizione parlamentare ha tuttavia concentrato la propria contestazione su una disposizione differente, ovvero la rimodulazione dei poteri ispettivi riconosciuti ai singoli parlamentari all’interno dei Centri di permanenza per il rimpatrio. Riccardo Magi, segretario di +Europa, ha sollecitato l’intervento del presidente della Camera Lorenzo Fontana affinché la norma venga stralciata, sostenendo che la limitazione della facoltà di accesso – circoscritta alla possibilità di colloquio con i trattenuti che ne facciano esplicita richiesta – precluderebbe la verifica integrale delle condizioni strutturali e igienico-sanitarie degli ambienti -6. A fare eco, Matteo Mauri del Partito democratico ha chiesto un’informativa urgente del ministro Piantedosi; Francesca Ghirra, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha qualificato i Cpr alla stregua di «buchi neri dei diritti» e ha richiamato l’episodio del decesso avvenuto nella struttura di Bari, auspicando che la dinamica sia accertata «con rapidità e trasparenza» -6.
Parallelamente allo scontro politico che occupa le agende di Montecitorio e Palazzo Madama, il palcoscenico olimpico di Milano-Cortina ha offerto una rappresentazione del tutto differente del Paese. Arianna Fontana, trentacinquenne pattinatrice di Sondrio giunta alla sesta partecipazione olimpica, ha conquistato la medaglia d’argento nella finale dei cinquecento metri di short track disputatasi sul rink della Milano Ice Skating Arena, raggiungendo quota tredici podi e agganciando così lo schermidore Edoardo Mangiarotti – per decenni detentore solitario del primato italiano di medaglie, collezionate tra il 1936 e il 1960 -2 -5 -8. La prestazione, cronometrata in 42’’294, è valsa il secondo gradino del podio alle spalle dell’olandese Xandra Velzeboer – autrice del record mondiale in semifinale – e ha permesso all’azzurra di salire per la quarta volta a questa edizione dopo l’oro nella staffetta mista -8.
E proprio il compagno di quella staffetta, Pietro Sighel, ha offerto una dichiarazione che ha prodotto una dissonanza narrativa rispetto alla retorica della “squadra”. «Ma chi la conosce, Arianna Fontana?», avrebbe affermato l’atleta, aggiungendo che «da otto anni si allena all’estero, è una sua scelta» e che «di sicuro con lei non siamo una squadra, se non per i due minuti e mezzo in pista» -2. Il riferimento – che Sighel avrebbe poi esplicitato indicando come «davvero brave» le ragazze cresciute nel vivaio nazionale – allude alla distanza fisica e forse anche metodologica che separa Fontana, residente e allenata oltreoceano da quasi un decennio, dal gruppo italiano. Il dato, tuttavia, non scalfisce la consistenza numerica del traguardo: tredici medaglie, esattamente quante ne vinse Mangiarotti tra Berlino e Roma, che la collocano a pari merito al vertice della classifica azzurra dei Giochi -8.
La complessità delle due vicende – l’una radicata nelle aule parlamentari e nelle perimetrazioni del diritto amministrativo, l’altra consumata sul ghiaccio di Assago tra boati e fotofinish – risiede nella loro sostanziale incomunicabilità; da un lato si discute di trattenimenti e interdizioni marittime, dall’altro si celebra l’eternità sportiva di un’atleta che, pur allenandosi lontano, continua a portare medaglie a un Paese che nel frattempo costruisce barriere normative. Il ministro Piantedosi, tra l’altro, ha parallelamente incontrato a Roma l’omologo qatariota Sheikh Khalifa bin Hamad bin Khalifa Al Thani per discutere – tra i vari punti – il modello di sicurezza adottato in occasione dei mondiali disputatisi nell’emirato e l’apporto della polizia qatariota alle attività di vigilanza dei Giochi in corso.
Lo schermo del Quirinale e le limature informali
Sullo sfondo del dibattito, il Colle – attraverso i consueti canali di interlocuzione con Palazzo Chigi – avrebbe già manifestato perplessità in ordine ad alcuni profili del testo, in particolare riguardo alla cosiddetta “norma Almasri”, che il governo avrebbe di fatto congelato. La disposizione, caldeggiata dal Carroccio, avrebbe dovuto introdurre una procedura per la consegna allo Stato di appartenenza di soggetti la cui permanenza sul territorio nazionale fosse ritenuta lesiva della sicurezza della Repubblica o delle relazioni internazionali -1. L’esecutivo, nelle interlocuzioni informali, avrebbe optato per un temporaneo accantonamento, evitando così un’ulteriore fibrillazione con il capo dello Stato.
La questione delle Ong e la sicurezza in mare
Otto organizzazioni impegnate nel soccorso civile, tra le quali Emergency, Medici Senza Frontiere, Sea-Watch e Open Arms, hanno diramato una nota congiunta nella quale si stigmatizza la scelta di subordinare la libertà di navigazione nel Mediterraneo centrale a parametri qualificati come «minaccia grave per l’ordine pubblico»; per le firme del comunicato, si tratterebbe di una deliberata confusione lessicale tra la nozione di sicurezza nazionale e l’esercizio del diritto di salvare vite umane in mare, con la conseguenza di trasformare il bacino del Mediterraneo in una «fortezza» i cui varchi sono selettivamente presidiati -6. La replica dell’esecutivo, per il momento, non è pervenuta se non attraverso le parole della presidente Meloni, che ha ribadito la compatibilità del provvedimento con le normative europee – da lei stessa concorse a definire – e la legittimità di condurre i migranti verso piattaforme logistiche dislocate in Paesi terzi -7.
La matematica delle medaglie
Mentre il governo somma emendamenti e il Parlamento si appresta a calendarizzare il testo, il medagliere azzurro registra l’ingresso della tredicesima posizione di Arianna Fontana; la pattinadora – come talvolta viene definita nei comunicati stampa – ha corso i cinquecento metri con il cronometro che scandiva il tempo di una nazione che nel frattempo, altrove, continuava a legiferare su chi e come possa attraversare i propri confini. La staffetta mista, quella sì composta da Fontana, Sighel, Nadalini e Confortola, aveva regalato l’oro con il tempo di 2’39’’019 e con esso l’illusione di una compattezza che le parole del compagno di squadra, pronunciate a distanza di poche ore, hanno di fatto smentito -9. Due primati, dunque: quello legale e quello sportivo, entrambi destinati a restare – seppur su piste differenti – nei registri ufficiali della storia repubblicana.




