Blanco, 42 chilometri a piedi per portare il nuovo disco a sua madre: «me lo ero promesso»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’immagine, in un’epoca di scorciatoie digitali e di consumi musicali ridotti a un clic, possiede una forza quasi arcaica: Blanco, il cui vero nome è Riccardo Fabbriconi, ha letteralmente rimesso un piede davanti all’altro, per quarantadue chilometri, con un unico e solo obiettivo – consegnare di persona il vinile del suo nuovo album, “Ma’”, nelle mani di sua madre. L’impresa, iniziata a Cisano e conclusa a Calvagese della Riviera, nel Bresciano, è durata sette ore ed è stata interamente documentata, quasi fosse una performance intima e pubblica insieme, attraverso una diretta streaming su YouTube che ha permesso ai fan di non perdere nemmeno un passo di quel pellegrinaggio laico. Alcuni di loro, va detto, lo hanno persino accompagnato per qualche tratto, condividendo il silenzio o qualche parola lungo il percorso: una scelta che l’artista ha voluto caricare di un significato più profondo, invitando a «trovateci un significato che non sia solo muovere le gambe».

«Questa è la fine e l’inizio di un percorso»

L’annuncio, arrivato direttamente sui canali social con la frase «Sto tornando a casa», non era solo una notifica. Era la dichiarazione pubblica di un patto privato, di un debito simbolico che il cantante aveva contratto con le proprie radici. «Torno a casa», ha spiegato Blanco nel corso della diretta, «questa è la fine e l’inizio di un percorso. Me lo ero promesso. Questo disco è iniziato da mamma e arriverà a lei prima che a chiunque altro, glielo devo». Un’affermazione, questa, che trasforma la camminata in un atto quasi rituale: la consegna del prodotto finito – un album intitolato “Ma’”, termine che richiama proprio la figura materna – diventa il sigillo di un cerchio che si chiude. Le lacrime che hanno accompagnato l’abbraccio finale, al termine del tragitto, non sono state un dettaglio ma la conseguenza fisica di una promessa mantenuta, resa ancor più intensa dal fatto che l’intera operazione fosse visibile a migliaia di occhi connessi.

Quindici brani tra inediti e successi già certificati

L’oggetto di questa singolare consegna, “Ma’”, è un lavoro discografico destinato a segnare una tappa fondamentale nel percorso artistico di Blanco. Uscito venerdì 3 aprile 2026 per EMI Records Italy (Universal Music Italy), sotto la direzione artistica di Stefano Clessi (Eclectic Music Group), l’album contiene quindici tracce. Di queste, ben undici sono inediti, mentre gli altri quattro rappresentano la consacrazione di singoli già lanciati nei mesi precedenti: si tratta di “Piangere a 90”, “Maledetta Rabbia” e “Anche a vent’anni si muore” – tutti ai vertici delle classifiche streaming e radio – e del più recente “Ricordi”, realizzato con Elisa, pubblicato venerdì 27 marzo e ancora in piena rotazione radiofonica. Si tratta, a tutti gli effetti, del disco più personale mai realizzato dal cantante, un’opera in cui Riccardo Fabbriconi affronta senza filtri la paura di crescere, il rapporto con i genitori e il peso – talvolta schiacciante – del successo.

La costruzione di un suono tra sodalizio artistico e nuove collaborazioni

Dal punto di vista produttivo, “Ma’” è stato costruito quasi interamente attorno al sodalizio artistico di riferimento di Blanco, quello con Michelangelo (Michele Zocca) e con lo stesso Stefano Clessi. A loro si è aggiunto un team più ampio di produttori che include Federico Nardelli, PARISI, Simonetta e Zazu, garantendo una varietà di texture sonore senza però tradire l’impronta emotiva che contraddistingue il cantante. L’attesa, insomma, è finita; e la scelta di percorrere a piedi quei quarantadue chilometri – da Cisano a Calvagese della Riviera – non è stato un semplice espediente promozionale, quanto piuttosto la messa in scena fisica di un ritorno alle origini. Un ritorno che si è concluso, come un atto unico e non replicabile, con un lungo abbracio e quelle lacrime che, in diretta, hanno raccontato più di qualsiasi intervista.

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