Seixas, l’Avenir, Pogacar e Del Toro: nessun punto in comune
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Redazione Sport
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C’è un filo – neppure troppo sottile, a voler ben guardare le classifiche – che in apparenza unisce Pogacar, Del Toro e Seixas. E se l’origine, ciclistica, comune può essere tranquillamente identificata nella vittoria al Tour de l’Avenir, il loro sviluppo successivo, una volta approdati tra i professionisti, parla invece di velocità e storie completamente diverse.
I numeri del francese, messi sul piatto al recente Giro dei Paesi Baschi, hanno francamente stupito anche gli addetti ai lavori più navigati. La partecipazione, va detto, non era certo quella degli anni migliori per la concorrenza, ma i distacchi – talvolta abissali – con cui Seixas ha relegato i rivali e la determinazione quasi feroce con cui li ha attaccati a ogni occasione utile hanno lasciato di sasso chi lo ha seguito in questi ultimi mesi. Si parla di CicloMercato, ma per far rimanere Paul Seixas alla Decathlon CMA CGM interviene persino Emmanuel Macron, segno tangibile di come il ragazzo stia spostando maree di interesse intorno alla sua figura. Il 19enne francese, ricordiamolo, sta dando dimostrazioni di enorme talento fin dal suo passaggio a professionista avvenuto a inizio 2025. Nelle ultime settimane, però, sembra aver imboccato la strada – dritta – dei fenomeni del ciclismo mondiale. L’ultima sua esibizione, in quella corsa basca del 2026, è stata a dir poco straordinaria e non ha fatto altro che attizzare le speranze francesi di avere, finalmente, in casa un corridore che possa lottare davvero per la vittoria delle corse più importanti in calendario.
Macron al lavoro per il rinnovo con Decathlon e il rifiuto dell’offerta degli Emirati
Paul Seixas, nato a Lione il 24 settembre 2006, è ormai molto più di una semplice promessa: è il nuovo nome che sta ridisegnando i confini del ciclismo mondiale, spostando equilibri che sembravano saldamente in mano altrui. L’avvio di stagione è stato impressionante per continuità e qualità, come testimoniano la vittoria di tappa alla Volta ao Algarve, il successo alla Faun-Ardèche Classic e quel secondo posto alle Strade Bianche che aveva già acceso i riflettori su di lui. La consacrazione totale, però, è arrivata proprio al Giro dei Paesi Baschi: tre vittorie di tappa (compresa la cronometro iniziale dove ha dominato) e il primo trionfo assoluto in una corsa World Tour, rifilando distacchi pesanti a gente del calibro di Roglic e Ayuso. A questo punto, la situazione ricorda quella di Mbappé: per impedire il trasferimento alla UAE del team di Pogacar, l’Eliseo si è mobilitato. Secondo quanto riportato da Eurosport, Macron avrebbe contattato i vertici della Decathlon per garantire il pieno supporto nell’operazione di rinnovo, cercando di blindare il fenomeno francese almeno fino a scadenza naturale.
La doppietta di Seixas e l’ammissione di Del Toro: “Mi ha bloccato”
Tornando all’analisi dei fatti, Seixas ha semplicemente fatto il bis in terra basca. Dopo aver vinto la cronometro, ha trionfato anche nella seconda tappa, quella da Pamplona a Mendukilo, dimostrando una superiorità imbarazzante in salita. In quella frazione, caratterizzata da quattro Gran Premi della Montagna, il transalpino della Decathlon ha attaccato alla base della salita principale, lo San Miguel de Aralar, per poi volare letteralmente verso il traguardo. Il gruppo dei migliori inseguitori, dove si trovavano Skjelmose e Roglic, è stato staccato di un minuto e venticinque secondi, un margine pesantissimo che dimostra come il ragazzo abbia già un motore diverso. La sua esplosione – tre vittorie di tappa e classifica finale – gli ha attirato tutte le attenzioni del mondo, anche se qualcuno prova a ridimensionare: lo stesso Seixas, dopo l’exploit, ha ammesso che avversari come Del Toro non erano forse al top della condizione, evitando facili trionfalismi ma mostrando la sua solita lucidità.
L’effetto domino del ciclomercato e l’intervento dell’Eliseo
Il corridore nato a Lione è sotto contratto con la Decathlon CMA CGM sino a fine 2027, ma ovviamente intorno a lui si è scatenato il ciclomercato, ormai abituato ai contratti stracciati e ai cambi di casacca improvvisi. La squadra emiratina, quella di Pogacar, sta facendo leva anche sul fattore emotivo: ha già messo sotto contratto il fratello minore di Paul, Nino Seixas, come chiara mossa per accalappiare il fuoriclasse. Ecco perché la politica, stavolta, ha deciso di intervenire. Come già accaduto con Kylian Mbappé nel 2022, quando lo stesso presidente gli chiese di restare in Francia, Macron avrebbe avviato una serie di interlocuzioni per far sì che Seixas rifiuti la tentazione dei soldi degli Emirati e rimanga a costruire un progetto a lungo termine nel paese transalpino. Un pressing politico che, va detto, non si vede tutti i giorni in una disciplina come il ciclismo, e che conferma il valore mediatico e sportivo raggiunto dal giovane lionese.




