Addio a Emilio Fede, il ricordo dei custodi sardi: "Uomo speciale, eravamo di famiglia"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Antonello Sanna e sua moglie Milly Carta, custodi della casa sarda di Emilio Fede, lo ricordano come una persona eccezionale, «coltissima e di un’intelligenza superiore», capace di intuire cose che altri comprendevano solo in un secondo momento. La loro, che definiscono «una grande, grandissima perdita», non è soltanto una considerazione sul mondo dell’informazione, che pure perde uno dei suoi volti più iconici, ma un dolore profondamente umano per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo al di là dello schermo televisivo.

La figlia Sveva, in un’intervista al «Corriere della Sera», ha dipinto un ritratto privato del giornalista, descrivendolo come un guerriero sereno negli ultimi giorni e soprattutto come un padre magico. Ha raccontato di avergli letto accanto i necrologi e i messaggi di cordoglio, rispettando una volontà precisa: quella di un commiato intimo e privo di ogni forma di pubblica ostentazione. «Mi diceva: quando muoio, alle sei del mattino, voglio già stare sull’auto che mi porta a Mirabella Eclano per stare accanto alla mamma», ha rivelato.

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