Addio ad Asha Bhosle, la voce che ha scolpito il suono di Bollywood
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’India ha perso una delle sue colonne sonore viventi. Asha Bhosle, la cui voce ha letteralmente definito il panorama musicale di Bollywood per oltre settant’anni, si è spenta all’età di 92 anni presso il Breach Candy Hospital di Mumbai. La conferma, arrivata direttamente dal figlio Anand, ha chiarito che la causa del decesso – avvenuto il 12 aprile – è da ricondursi a un’insufficienza multiorgano, subentrata dopo un ricovero dovuto a una forte spossatezza e a un’infezione polmonare. Una fine, la sua, avvenuta dopo una carriera che sembrava sfidare il tempo, visto che fino all’ultimo aveva continuato a collaborare con artisti contemporanei, come i Gorillaz nell’album “The Mountain” pubblicato solo pochi mesi fa.
Una carriera da 12mila canzoni
Con un bottino che supera le 12mila registrazioni, la Bhosle non è stata semplicemente una cantante, ma piuttosto l’architetta sonora di un’intera nazione. La sua versatilità – che spaziava dai ghazal malinconici ai pezzi da discoteca sfrenati – le permise di fuggire dall’ombra ingombrante della sorella maggiore, Lata Mangeshkar, per costruirsi un regno tutto suo. A differenza della precisione classica della sorella, Asha portò in scena un’energia grintosa e sperimentale, diventando la musa prediletta del compositore R.D. Burman (suo futuro marito), con il quale rivoluzionò il suono del cinema indiano. Da "Dum Maro Dum" a "Piya Tu Ab To Aaja", la sua voce è stata il veicolo perfetto per l’evoluzione culturale del Paese, attraversando decenni di mode senza mai apparire fuori tempo.
Icona globale e rispetto istituzionale
Il cordoglio, in queste ore, non si limita ai confini nazionali. La notizia della sua scomparsa ha generato messaggi da tutto il mondo, a dimostrazione di come la sua influenza avesse valicato da tempo i confini del subcontinente. Basti pensare che la sua interpretazione ispirò il celebre brano "Brimful of Asha" dei Cornershop, divenuto un inno della cultura britannica degli anni Novanta, oltre a collaborazioni illustri con Boy George e Michael Stipe dei R.E.M.. Sul fronte interno, il governo indiano ha già disposto che i funerali, celebratisi a Shivaji Park con gli onori di Stato, riconoscessero il vuoto lasciato da una voce che era stata insignita del Padma Vibhushan, il secondo più alto riconoscimento civile del Paese. Un tributo, questo, che la colloca tra le figure più riverite della storia culturale indiana, al pari di un monumento nazionale.
I dettagli dell’addio
Le ultime ore della cantante sono trascorse tra le mura dell’ospedale di Mumbai, dove era stata inizialmente portata dalla nipote Zanai dopo un improvviso crollo fisico. La famiglia, che ha chiesto riservatezza in un primo momento, ha poi confermato il tragico epilogo: un infarto ha preceduto il collasso multiorgano che ne ha causato il decesso. I resti della "regina del playback" sono stati velati nella sua residenza di Lower Parel, dove autorità e semplici cittadini hanno potuto rendere omaggio prima del corteo funebre. La cerimonia, trasmessa in diretta dai media locali, ha visto la partecipazione del governatore del Maharashtra e di diverse figure politiche, a testimonianza di come la sua musica non fosse solo intrattenimento, ma parte integrante del tessuto sociale indiano.




