Fiat regina del mercato italiano, ma il 2025 chiude in negativo
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Redazione Economia
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In un anno complesso per l’economia, che ha visto il mercato automobilistico complessivo contrarsi del 2,1% attestandosi a poco più di un milione e mezzo di immatricolazioni, il gruppo Fiat si è distinto confermandosi leader incontrastato del settore in Italia. Il marchio, che fa capo a Stellantis, ha infatti consolidato la sua posizione raggiungendo 193.086 auto immatricolate, un risultato che gli permette di conquistare una quota di mercato dell’11,3% e di segnare una crescita dello 0,6% rispetto all’esercizio precedente. Un traguardo non scontato, considerando il clima generale, e ottenuto grazie a una gamma di prodotti che, come dimostrano i dati sulle vetture più vendute, ha intercettato con efficacia le preferenze degli italiani.
Le vetture che trainano il mercato
A trainare le performance del gruppo, che piazza due suoi modelli nei primissimi posti della classifica annuale, è stata in particolare la Fiat Pandina. Il nuovo modello, erede di un’icona del passato, ha dominato le vendite diventando l’auto più acquistata nel paese, un dato che sottolinea come il legame emotivo con certi nomi, se supportato da una proposta attuale, possa tradursi in un successo commerciale concreto. Un altro veicolo del conglomerato Stellantis ad aver ottenuto un ottimo piazzamento è la Jeep Avenger, la quale, nonostante un listino più elevato rispetto alle dirette concorrenti, si è aggiudicata il terzo posto con 48.376 unità immatricolate, dimostrando la solidità della domanda per i suv di dimensioni compatte. Completa il quadro delle dieci più vendute la Citroën C3, anch’essa parte del gruppo, che ha trovato 38.442 acquirenti, ribadendo l’ampia diffusione dei modelli del costruttore nel panorama nazionale.
La lenta marcia dell’elettrico
Se da un lato il mercato mostra segnali di vitalità in alcuni segmenti specifici, dall’altro la transizione verso la mobilità a zero emissioni procede a una velocità che gli addetti ai lavori giudicano insufficiente. Le vetture puramente elettriche, nonostante un incremento delle immatricolazioni del 46,1% rispetto al 2024 per un totale di 94.230 unità, si fermano infatti a una quota di mercato del 6,2%. Un balzo significativo in termini percentuali, che porta il parco circolante italiano di auto Bev a 365.091 vetture, ma che resta lontano dagli obiettivi e dalle aspettative di una diffusione di massa. La spinta all’elettrificazione, come sottolineato dall’Anfia, l’associazione dei costruttori, “è ancora molto lenta”, un fattore che contribuisce a delineare un orizzante incerto per il settore.
Le prospettive per un anno decisivo
Proprio l’Anfia ha definito il 2025 come “una pagina negativa” per il mercato, indicando però nel 2026 un anno cruciale per il futuro dell’industria automobilistica italiana. Le speranze sono riposte non solo nel lancio di nuovi modelli che possano risollevare i volumi di produzione nel paese, ma anche in una possibile revisione delle normative europee sulle emissioni di CO2. L’auspicio, espresso dall’associazione, è che il regolamento assuma “una connotazione più incisiva e più vicina alle reali esigenze” emerse durante il complesso percorso di transizione tecnologica. Il quadro, nel suo insieme, rimane dunque polarizzato: da una parte la forza di brand radicati e di prodotti di successo, dall’altra la necessità di accelerare un cambiamento strutturale che fatica a decollare, mentre il mercato nel suo complesso arretra.




