Ahmadinejad considerato “prescelto” da Usa e Israele per il dopo Khamenei

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Donald Trump e Benjamin Netanyahu avrebbero individuato in Mahmud Ahmadinejad il possibile leader di transizione per l’Iran dopo Khamenei. La notizia, riportata dal New York Times, descrive come l’ex presidente della Repubblica islamica, noto per le sue posizioni critiche verso Stati Uniti e Israele, sia stato considerato dai due alleati come la figura più adatta per guidare il paese in un momento di potenziale cambio di regime. Trump avrebbe dichiarato che scegliere qualcuno “all’interno” del regime potrebbe essere la strategia migliore, pur riconoscendo che molte delle persone inizialmente prese in considerazione erano ormai morte.

Il piano di Washington e Tel Aviv e il ruolo di Ahmadinejad

Secondo quanto emerge dall’inchiesta giornalistica, l’idea di riportare Ahmadinejad al potere nasceva da una logica di continuità interna. Nei primi giorni di guerra, il bombardamento della sua abitazione sarebbe stato interpretato come una misura per proteggerlo dagli arresti domiciliari e facilitare un suo ritorno alla guida del paese. Questa strategia sorprende gli osservatori, considerando che durante i suoi mandati l’ex presidente aveva sostenuto apertamente il programma nucleare iraniano e la distruzione di Israele, posizioni in apparente contrasto con gli interessi di Washington e Tel Aviv.

Le reazioni e le valutazioni degli esperti

Scrittori e analisti iraniani hanno commentato la vicenda definendola “incredibile” e in alcuni casi “assurda”. L’autore del più recente libro tradotto in italiano, Enciclopedia dei sogni (Bompiani, 2025), racconta di aver reagito con incredulità alla notizia: “Se questa storia è vera, il mondo è davvero impazzito”. Gli esperti sottolineano come l’eventuale scelta di Ahmadinejad rappresenti un tentativo disperato di interferire nella politica interna iraniana, confermando la difficoltà di Stati Uniti e Israele nel realizzare piani concreti di cambiamento di regime.

Implicazioni per il futuro politico dell’Iran

Il presunto interesse di Washington e Tel Aviv verso Ahmadinejad evidenzia le tensioni che accompagnano la successione di Khamenei. L’ipotesi di un ritorno dell’ex presidente avrebbe potuto ridefinire le dinamiche di potere a Teheran, ma la strategia non ha avuto seguito. La storia solleva interrogativi sul ruolo delle potenze esterne nella politica iraniana e sulla credibilità delle scelte internazionali riguardo alla guida di un paese così complesso e strategicamente rilevante.

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