Caso Paragon, il Pd interroga Meloni: "Chi ha usato lo spyware?

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Partito democratico torna a chiedere conto al governo, e in particolare alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, di quanto accaduto nel cosiddetto caso Paragon, che ha visto sette italiani – tra cui giornalisti e attivisti – finire nel mirino di uno spionaggio illegale. Con un’interrogazione presentata in Senato, firmata dal capogruppo dem Francesco Boccia, il Pd sollecita chiarimenti su due fronti: se l’esecutivo italiano sia cliente della società israeliana Paragon Solutions e chi, eventualmente, abbia autorizzato l’uso del software Graphite per monitorare figure come il direttore di Fanpage e l’attivista Luca Casarini.

La vicenda, che ha scosso il mondo dell’informazione e non solo, riporta alla luce il dibattito sulla libertà di stampa e sulla privacy, temi che, come sottolineato anche da Matteo Renzi, leader di Italia Viva, non possono essere trattati con leggerezza. «Se accettiamo che si intercetti un giornalista, dotato di uno status speciale, vi immaginate che cosa può fare uno Stato con dei singoli e privati cittadini?», ha scritto l’ex premier nella sua e-news, aggiungendo che uno Stato che comprime la libertà senza giustificazione è «uno Stato pericoloso».

Intanto, l’Intelligence italiana e Paragon Solutions hanno deciso di sospendere l’operatività del sistema Graphite, in attesa che il Copasir e l’Agenzia nazionale per la cybersicurezza concludano le verifiche del caso. Durante un’audizione davanti al comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, il direttore dell’Aise, Giovanni Caravelli, avrebbe confermato che lo spyware è in uso alla sua agenzia, ma non sarebbe mai stato impiegato in modo improprio.

Il Garante per la privacy, dal canto suo, ha già bloccato l’uso di questo strumento, definendolo una minaccia per i diritti fondamentali. Lo spyware, infatti, è in grado di infettare i dispositivi mobili, accedendo a dati sensibili senza che l’utente ne sia consapevole, una pratica che solleva interrogativi etici e legali di non poco conto.

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