Il Tyrrhenian Link completa la posa in mare, ma si alza il coro di protesta dei residenti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
L'opera, definita da Terna una delle più rilevanti infrastrutture per il Paese, ha toccato un primato mondiale scendendo fino a 2.150 metri sotto il livello del mare, un traguardo tecnico che permetterà di rendere più affidabile la rete elettrica nazionale. La posa, che ha richiesto poco più di tre mesi di lavoro incessante, ha visto la messa in opera di circa 480 chilometri di cavo sottomarino tra la Sicilia, partendo da Fiumetorto nel palermitano, e la Sardegna, con approdo a Terra Mala in provincia di Cagliari. Se da un lato si celebra un record ingegneristico, dall'altro, specie in alcune località costiere, la rabbia dei cittadini cova da tempo e ora esplode in tutta la sua veemenza, dopo che le operazioni in mare si sono concluse.
Il malcontento delle famiglie di Marina delle Nereidi
A generare il dissenso più acceso è stato il percorso scelto per il passaggio del cavo, che a detta degli abitanti del villaggio di Marina delle Nereidi è stato posizionato a pochi metri dalla riva, "lungo tutto il nostro specchio di mare", come riportano alcune dichiarazioni. Un passaggio, quello descritto dai residenti, che appare in netto contrasto con l'immagine di un luogo paradisiaco che, secondo loro, meritava invece di essere difeso e preservato. Le circa 130 famiglie che vivono nell'area denunciano una sensazione di abbandono e di svendita del proprio territorio, lamentando una "politica di denigrazione" attuata, a loro dire, nei confronti del comitato civico e dei cittadini stessi che per due anni hanno avanzato richieste e condotto battaglie per vedere tutelato il proprio litorale.
Disagi anche sulla terraferma, con code e deviazioni
Le criticità legate al mega-progetto non si limitano alla fase marina. Sulla terraferma sarda, infatti, sono iniziati i lavori per la messa in opera dei cavi sulla circonvallazione che collega Sinnai a Settimo San Pietro. L'avvio dei cantieri ha già prodotto i primi, pesanti disagi alla circolazione, con la chiusura di una corsia e l'installazione di "semafori volanti" che regolano il flusso del traffico, causando lunghe code e rallentamenti. Molti automobilisti, per evitare l'ingorgo, hanno già optato per vie alternative, come la strada che attraversa l'abitato di Settimo San Pietro, spostando il congestionamento in altre zone. I lavori in questo tratto, secondo il programma annunciato, dovrebbero protrarsi fino al mese di luglio, un periodo durante il quale la pazienza di chi percorre quella strada sarà certamente messa a dura prova.
Un'opera dai due volti: primato tecnico e tensioni sociali
Il completamento della posa del primo cavo del ramo ovest del Tyrrhenian Link segna quindi una tappa fondamentale per il potenziamento della rete elettrica italiana, creando un collegamento diretto tra Sicilia e Sardegna che mancava e che promette maggiore stabilità. L'impresa tecnologica, con il suo record di profondità per un elettrodotto in corrente continua ad alta tensione, viene tuttavia oscurata, almeno in parte, dal conflitto aperto con le popolazioni locali che si sentono escluse dalle scelte e danneggiate nell'ambiente in cui vivono. La questione, che ha radici profonde e risale a ben due anni fa, dimostra come anche le opere più ambiziose, se non accompagnate da un coinvolgimento reale dei territori e da un'attenzione genuina alle loro istanze, rischino di lasciare strascichi di amarezza e divisione.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
