Flora Tabanelli, il bronzo olimpico nel big air e quella chiamata speciale di Tomba

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La tormenta che ieri sera ha avvolto Livigno non è riuscita a oscurare la luce di una medaglia storica, quel bronzo nel big air che rappresenta per l’Italia del freestyle una prima volta assoluta; a conquistarlo, con un sorriso che sembra non voler più abbandonare il suo volto, è stata Flora Tabanelli, diciotto anni compiuti da poco e una storia di resilienza che merita di essere raccontata nei dettagli. La giovane azzurra, originaria di Modena ma cresciuta sugli sci fin dai due anni, ha dovuto affrontare una sfida ben più ardua delle avversarie in gara, quelle stesse che poi, sul podio, l’hanno celebrata come una guerriera -8.

Tutto era cominciato lo scorso novembre, quando un banale – se così si può definire – errore in fase di atterraggio durante un allenamento le aveva procurato una lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Un infortunio che, per chi pratica sport ad alti livelli, è spesso sinonimo di stop forzato e, nella maggior parte dei casi, di intervento chirurgico immediato. Ma per Flora, che sognava i Giochi di casa, l’ipotesi del bisturi avrebbe significato dire addio a Milano Cortina 2026. Ed è qui che entra in gioco la figura del dottor Gabriele Thiébat, ortopedico valdostano con un passato da sciatore e una lunga esperienza con gli atleti della nazionale. Thiébat, che già aveva avuto un ruolo nel percorso di recupero di Federica Brignone e Michela Moioli, ha proposto alla ragazza e alla federazione una strada alternativa e rischiosa: niente operazione, almeno per il momento, ma un programma riabilitativo conservativo e l’utilizzo di un rinforzo esterno, un tutore in titanio, per stabilizzare l'articolazione durante le competizioni -10. Una scommessa, quella della commissione medica guidata da Thiébat, che alla fine è stata vinta, permettendo a Tabanelli di presentarsi ai blocchi di partenza a Livigno con il numero 18 pettorale e tanta, tantissima voglia di dimostrare il proprio valore.

E dimostrare il proprio valore, in una finale olimpica, è esattamente ciò che ha fatto. La gara, vinta dalla canadese Megan Oldham con 180.75 punti davanti alla cinese Eileen Gu (179.00), ha visto Flora chiudere a quota 178.25, un punteggio che vale il gradino più basso del podio ma che, nelle sue parole, ha il sapore inconfondibile dell'oro -2-5. "Ancora non ci credo – ha confessato la diciottenne a caldo, arrivando a Casa Italia con la medaglia al collo, quasi a volersi accertare che tutto fosse reale – per me gli ultimi mesi sono stati complicati dopo l’infortunio di novembre, quella è stata una delle sfide più difficili. Arrivare qua e poter dimostrare quella che sono e quello che so fare nonostante tutto è stato qualcosa di unico e speciale" -6. La sua gara è stata un crescendo di tensione e tecnica, culminato in un ultimo salto da 94.50 punti, un trick che non aveva più provato dallo scorso aprile e che ha voluto rischiare nonostante le condizioni proibitive e la paura di un cedimento, dimostrando una maturità e un coraggio che vanno ben oltre la sua giovane età -3-5.

A rendere ancora più dolce questa impresa, ci hanno pensato i messaggi e le chiamate di chi in questo sport è stato un mito assoluto e continua a esserlo. Flora, con gli occhi che brillano più del metallo appeso al collo, ha raccontato di una mattinata iniziata nel migliore dei modi: "Questa mattina mi ha chiamato Alberto Tomba, mi ha fatto i complimenti ed è stata una chiacchierata interessante" -4. Un riconoscimento importante, che arriva da un campione che di imprese leggendarie se ne intende. Ma non è finita qui, perché un altro sostegno fondamentale è arrivato da chi la medaglia di bronzo l’ha vissuta sulla propria pelle solo poche settimane fa, condividendo peraltro con Flora parte del percorso riabilitativo: Federica Brignone. "Anche Federica mi ha fatto i complimenti, non me lo sarei mai aspettato – ha aggiunto Tabanelli – è stato molto bello il suo supporto, mi ha sempre chiesto come andava dopo che sono andata via da Torino. Per me è un idolo, è assurdo quello che ha fatto e credo mi abbia spinto anche un po' a fare quello che ho fatto ieri, a credere in me stessa perché lei ce l'ha fatta ed è stata un esempio" -6. Un passaggio di testimone ideale, tra due atlete che hanno saputo trasformare il dolore e l'incertezza in trionfo.

Il rischio calcolato e l’operazione rimandata

La scelta di non operarsi, come accennato, è stato il nodo cruciale di questa avventura olimpica. Indossare un tutore e gareggiare con un crociato lesionato è un azzardo che pochi atleti sono disposti a correre, e lo stesso staff medico ha monitorato costantemente la situazione per evitare che una semplice competizione potesse trasformarsi in un danno ben più grave. "Il ginocchio sta benissimo – ha rassicurato Flora a proposito delle sue condizioni fisiche – in questi ultimi giorni sono arrivata all'apice delle mie abilità. Però funziona bene e a marzo mi opererò" -4. Una notizia, quest'ultima, che suona quasi come un passaggio dovuto: la priorità, adesso, è godersi questo momento irripetibile, e solo dopo, terminati i festeggiamenti e l'emozione di un traguardo che sembrava irraggiungibile, la giovane campionessa si sottoporrà all'intervento chirurgico per risolvere definitivamente il problema al ginocchio, guardando con fiducia al futuro e ai prossimi appuntamenti.

Il riconoscimento delle avversarie

Se c'è un dato che colpisce, in questa vicenda, è l'unanimità dei consensi che sta raccogliendo Flora Tabanelli, non solo dal pubblico e dai media, ma soprattutto dalle sue dirette concorrenti. La stessa Eileen Gu, supercampionessa cinese capace di vincere tutto a Pechino 2022, ha speso parole al miele per l'azzurra: "È meraviglioso vedere una superstar nascere sotto i tuoi occhi ed è quello che sta succedendo con Flora. La pressione è completamente diversa quando giochi in casa e può farti crollare, ma lei è stata bravissima" -8. E Megan Oldham, la canadese che ha conquistato l'oro, ha voluto sottolineare un aspetto che rende la prestazione di Flora ancora più straordinaria: "Flora è davvero una guerriera. La lesione al legamento crociato anteriore non è un infortunio da poco, e il fatto che sia venuta qui e abbia messo tutta la sua energia in questo big air eseguendo alcuni dei migliori trick di sempre è semplicemente fenomenale" -8. Parole che suonano come una vera e propria incoronazione, da atleta ad atleta.

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