Flora Tabanelli, un bronzo storico nel freestyle tra il tutore e i salti perfetti
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Redazione Interno
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C’era la neve di Livigno a fare da cornice, fitta e scenografica quasi quanto le evoluzioni che lei, Flora Tabanelli, ha disegnato nel cielo. La diciottenne azzurra, al suo esordio olimpico, ha vinto la medaglia di bronzo nel big air di sci freestyle, regalando all’Italia la ventitreesima medaglia di questi Giochi e, particolare non secondario, la prima in assoluto nella disciplina. Un risultato che assume i contorni dell’impresa se si considera il percorso di avvicinamento: appena centodue giorni fa, una caduta in allenamento sullo Stubai le procurò una lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Un infortunio che per molti avrebbe significato rinvio e operazione, ma non per lei, che insieme allo staff medico federale ha scelto una terapia conservativa pur di calcare la neve di casa. In finale, con un tutore in titanio a tenere insieme un ginocchio “rotto”, come lei stessa lo ha definito, ha sfidato il dolore e il rischio di un danno maggiore, lanciandosi dal kicker per atterrare, sempre, in piedi.
Il brivido del double cork e il sorpasso da podio
La gara, vinta dalla canadese Megan Oldham con 180.75 punti davanti alla fuoriclasse cinese Eileen Gu, argento a 179, ha visto Tabanelli giocarsi le sue carte con intelligenza e coraggio. Dopo due run, la sua posizione non era da podio, ma l’azzurra aveva ancora un’opportunità, l’ultima. E l’ha sfruttata nel modo più spettacolare: un “double cork 1620”, un salto di una difficoltà estrema che non aveva mai osato in gara prima d’ora, quattro rotazioni e mezzo con due capriole, eseguito alla perfezione. Quel singolo salto è stato premiato dai giudici con 94.25 punti, il punteggio più alto dell’intera finale femminile, e le ha permesso di scavalcare le avversarie e issarsi sul terzo gradino del podio con 178.25 punti complessivi. Un azzardo calcolato, una scommessa vinta, perché come ha spiegato la stessa Flora, se non si tenta il tutto per tutto in una finale olimpica, quando lo si fa?
L’omaggio delle avversarie: da Gu a Oldham, tutti si inchinano
A suggellare la portata dell’impresa ci hanno pensato le stesse atlete che condividevano il podio con lei. Eileen Gu, che a Pechino 2022 aveva vissuto la pressione di gareggiare in casa, ha parlato di una “superstar” nata sotto i suoi occhi, sottolineando come quella stessa pressione, quella che avrebbe potuto far crollare una debuttante, abbia invece spinto Flora verso una prestazione straordinaria. Megan Oldham, dal canto suo, non ha usato mezzi termini: l’ha definita una “vera guerriera”, ricordando che una lesione del crociato non è un infortunio da poco e che vederla eseguire alcuni dei migliori trick di sempre, in quelle condizioni, è semplicemente fenomenale. Due delle migliori interpreti del freestyle mondiale che celebrano la nostra portacolori, una ragazza che ha compiuto diciotto anni tre mesi fa e che in montagna ci è cresciuta, tra i gesti tecnici e l’arte, visto che frequenta l’istituto d’arte e paragona il disegno allo sci per la capacità di scegliere le proprie linee.
Il pattinaggio artistico, invece, scivola via: Conti e Macii ottavi
Se dallo Snowpark di Livigno è arrivata una carezza, dalla Milano Ice Skating Arena è giunta invece una doccia fredda per un’altra delle punte di diamante azzurre. Sara Conti e Niccolò Macii, la coppia di danza sul ghiaccio che aveva legittime ambizioni di medaglia, non sono riusciti a esprimersi al meglio nel programma corto. Qualche errore di troppo, un paio di elementi non perfettamente eseguiti, li ha condannati a un punteggio di 71.70 che significa ottava posizione provvisoria. Un risultato che li colloca a pochi decimi dagli statunitensi Kam e O'Shea, ma a circa tre punti dalla zona podio, un divario che, in vista del programma libero in programma nella serata, rischia di trasformare la rincorsa in un'impresa quasi impossibile. Una battuta d’arresto che non cancella il valore del duo, ma che complica non poco i piani per la conquista di un metallo che sembrava alla portata.




