Canzonissima 2026, vittoria di grigolo con “caruso” e il ritorno di elio e le storie tese
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La terza puntata di Canzonissima 2026, andata in onda sabato 5 aprile su Rai 1 dalla consueta cornice dell’Auditorium Rai del Foro Italico, ha consegnato la vittoria a Vittorio Grigolo. Il tenore, che molti ricordano per le sue cavalcate nei teatri lirici internazionali, ha letteralmente stregato il pubblico con “Caruso”, il brano immortale dedicato a Enrico Caruso e reso celebre da Lucio Dalla. Una scelta, quella di Grigolo, che rientrava perfettamente nel tema della serata: “La canzone simbolo – la svolta”, ovvero un pezzo che ha rappresentato un momento cruciale non solo per chi lo esegue, ma anche per la carriera di un altro collega.
La sfida delle dodici svolte, tra arisa e il calcio
Sul palco, dodici artisti – ognuno con il proprio brano simbolo – si sono alternati in una gara che, a differenza delle precedenti puntate, non prevedeva cover né omaggi a terzi. Arisa, fresca del successo della scorsa settimana con ‘La leva calcistica della classe ’68’, ha tentato di ripetersi ma senza riuscire a replicare l’impatto emotivo di sette giorni fa. Elio e le Storie Tese, invece, hanno portato una delle loro irresistibili provocazioni musicali, raccogliendo consensi quasi unanimi e dimostrando, ancora una volta, come l’ironia possa convivere con una tecnica sopraffina. Molto diversa la performance di Lamborghini, la cui incursione nel twerking – giudicata da più parti poco pertinente al tema – ha ottenuto un punteggio basso, mentre Fausto Leali ha fatto cantare l’intero auditorium, dimostrando che certi classici non invecchiano mai.
Milly Carlucci e il meccanismo di una serata senza cover
La conduzione, affidata come sempre a Milly Carlucci, ha scandito i tempi di una diretta iniziata alle 21.20. Nessun fuori programma degno di nota, se si eccettua qualche secondo di silenzio tra un’esibizione e l’altra – il pubblico in sala sembrava quasi trattenere il fiato, forse consapevole dell’importanza di ogni singolo brano. La scelta di non utilizzare cover né duetti ha costretto i concorrenti a confrontarsi con il proprio passato artistico, un azzardo non da poco per chi, come alcuni giovani presenti, non ha ancora una “svolta” chiaramente identificabile. E qui sta il nodo: mentre artisti navigati come Leali o lo stesso Grigolo potevano attingere a un repertorio consolidato, altri hanno faticato a individuare quel preciso istante in cui la loro carriera ha cambiato direzione.
Pagelle e giudizi, tra entusiasmi e qualche sbadiglio
Le pagelle informali della terza puntata raccontano di un divario netto: Elio e le Storie Tese hanno ottenuto voti altissimi, con molti osservatori che parlano di un 9 pieno per l’originalità e la capacità di coinvolgere. Grigolo, nonostante la vittoria, ha raccolto qualche critica per un’interpretazione giudicata fin troppo accademica – c’è chi gli ha affibbiato un 3, definendolo “da sbadiglio”. Un verdetto, questo, che dice molto sulla soggettività del gusto musicale, ma che non ha impedito al tenore di portare a casa il trofeo della serata. Lamborghini, con la sua esibizione twerk, si è fermata a un 4, mentre Leali ha strappato un 8 per la capacità di unire generazioni diverse.
In attesa della quarta puntata, il meccanismo di Canzonissima 2026 sembra aver trovato una sua identità: non più solo intrattenimento leggero, ma un palcoscenico dove ogni artista è chiamato a sporcarsi con la propria storia. E a volte, come ha dimostrato Grigolo, la storia vince.




