Michele Lamaro carica l’Italia: “Vogliamo proseguire a scrivere la storia”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’eco del boato dell’Olimpico, quello che ha accompagnato per i minuti finali la resistenza eroica contro l’Inghilterra e poi esploso al termine di un match mai vinto prima nei decenni precedenti, non si è ancora spento, ma la Nazionale italiana di rugby ha già dovuto spostare la propria concentrazione altrove, lontano dalle polemiche suscitate dalla prima storica affermazione sugli inglesi e lontano, soprattutto, dai festeggiamenti. La spedizione azzurra, atterrata in Galles in vista dell’ultimo atto del Sei Nazioni 2026, si è ritrovata nel pomeriggio al Principality Stadium di Cardiff per il consueto captain’s run, la seduta di rifinitura che precede la battaglia, e al termine della quale il capitano Michele Lamaro ha fatto il punto della situazione, rispondendo alle domande dei giornalisti presenti con la determinazione di chi, dopo aver assaporato la gloria, non ha alcuna intenzione di fermarsi. Il suo messaggio, netto e privo di retorica, è stato un monito per i compagni e un avviso per gli avversari: quanto fatto finora, per quanto straordinario, rappresenta solo un capitolo di una storia che loro stessi vogliono continuare a scrivere, aggiungendo pagine sempre nuove.

La mentalità del gruppo e l’analisi dell’avversario

«Siamo consapevoli – ha esordito Lamaro, con il piglio di chi ha ben chiaro l’obiettivo – che per fare un grandissimo Sei Nazioni servirà una grandissima prestazione questo weekend: questo è quello che ci motiva più di tutto». Il capitano, pilastro di una formazione che ha stupito il mondo del rugby per compattezza e audacia, ha sottolineato come l’entusiasmo per il successo con l’Inghilterra, pur legittimo, debba essere incanalato nella giusta direzione, quella del lavoro e della concentrazione. I gallesi, ha spiegato il flanco dell’Italia, non vanno assolutamente sottovalutati, nonostante la classifica li veda all’ultimo posto: il loro finale di torneo, caratterizzato da prestazioni in crescita nonostante le sconfitte di misura con Scozia e Irlanda, dimostra una ritrovata solidità e la capacità di mettere in difficoltà chiunque, specialmente tra le mura amiche di un tempio come il Principality Stadium. Per questo, ha aggiunto Lamaro, servirà la migliore Italia, quella capace di imporre il proprio gioco e di non farsi intimorire dall’ambiente.

L’importanza della disciplina e l’approccio alla partita

Nel corso della conferenza, Lamaro ha speso parole precise sui fattori che potrebbero rivelarsi decisivi sabato pomeriggio, entrando nel dettaglio delle insidie tecniche poste dal Galles. «Il nostro focus – ha proseguito il capitano – rimane sempre sulla prestazione e su quello che possiamo controllare per mettere in difficoltà i Dragoni». Hanno un pacchetto di avanti molto fisico e una maul offensiva particolarmente efficace, ha avvertito Lamaro, motivo per cui sarà fondamentale mantenere alta la disciplina, evitando di concedere punizioni facili che potrebbero trasformarsi in metri guadagnati o in punti per gli avversari. I primi minuti, ha scandito, saranno cruciali: «In casa loro vorranno portare il pubblico dentro la partita e noi dobbiamo essere bravi a impedirlo, rimanendo concentrati e facendo la nostra partita, senza concedere vantaggi iniziali».

La profondità della rosa e il contributo dei singoli

A corroborare le ambizioni di una squadra che cerca il miglior piazzamento di sempre nel torneo, c’è la consapevolezza di poter contare su una rosa profonda e su giocatori in grado di fare la differenza anche partendo dalla panchina. La vittoria contro l’Inghilterra, del resto, ha portato con sé una serie di riconoscimenti individuali che testimoniano la qualità del gruppo: Tommaso Menoncello, autore di una prestazione mostruosa culminata con una meta e un assist per il compagno, è stato eletto Player of the Match e poi Player of the Round del quarto turno, un plebiscito che ha premiato la sua capacità di perforare le difese e di lavorare instancabilmente senza palla. Tra i protagonisti di quella partita magica c’è anche Leonardo Marin, il trequarti che ha raccolto l’invito di Menoncello per tuffarsi in meta e sigillare il successo: «Quando Tommy è partito e poi mi ha dato il pallone non ho pensato a niente – ha raccontato Marin a caldo, ripensando a quell’azione – ero totalmente concentrato, e l’emozione è esplosa solo dopo, quando mi sono rialzato tra i compagni in festa». Un’azione, la sua, candidata anche al premio di meta più bella del turno, a riprova della qualità del movimento messo in campo dagli azzurri.

I vicentini nella storia e l’attesa per il finale

Nell’Italia che ha scritto la storia contro l’Inghilterra, c’era anche spazio per due elementi provenienti dal vivaio vicentino, a testimoniare il radicamento territoriale di questo movimento. Andrea Zambonin, ormai punto fermo della seconda linea, e il veterano Tommaso Allan, subentrato a pochi minuti dalla fine per amministrare il vantaggio e consolidare il 23-18 finale. Per Allan, cresciuto rugbisticamente a Vicenza, quello contro l’Inghilterra è stato l’esordio in questa edizione del torneo, lui che aveva saltato le prime tre uscite per i postumi di una lesione tendinea al braccio destro patita a novembre nel test contro il Sudafrica. La sua presenza in campo, seppur breve, ha rappresentato un ritorno importante e un’ulteriore opzione per lo staff tecnico in vista della sfida di Cardiff, una sfida che l’Italia, forte di due vittorie consecutive (Scozia e Inghilterra) e di un’identità di gioco ormai chiara, affronterà con l’obiettivo dichiarato di chiudere in trionfo un percorso già straordinario.

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