Torino, sfregio alla memoria: insulti davanti alla targa dell'esodo istriano
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Redazione Interno
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Un nuovo atto di vandalismo ha colpito i simboli della memoria storica italiana, questa volta a Torino, dove una targa commemorativa dell’esodo istriano e delle vittime delle foibe è stata imbrattata con scritte offensive. L’episodio, avvenuto in corso Cincinnato, riaccende i riflettori su una ferita ancora aperta, quella del confine orientale, e su un dibattito che, nonostante il passare degli anni, continua a dividere. La targa, che ricorda le migliaia di italiani uccisi o costretti all’esodo tra il 1945 e il 1947 per mano delle truppe jugoslave di Tito, è stata deturpata con vernice, in un gesto che non solo offende la memoria delle vittime, ma sembra voler negare una pagina tragica e complessa della storia nazionale.
L’atto vandalico arriva a poche ore dalla fiaccolata organizzata dal comitato Torino Ricorda, a cui hanno partecipato rappresentanti istituzionali come l’assessore regionale all’Emigrazione Maurizio Marrone e la vicecapogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli. Un evento che, come ogni anno in occasione del Giorno del Ricordo, celebra le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata, ma che, purtroppo, sembra scatenare reazioni ostili da parte di alcuni gruppi. Non è un caso isolato: poche ore prima, un gesto simile era stato compiuto a Basovizza, in provincia di Trieste, luogo simbolo della memoria delle foibe, dove domani si terrà la cerimonia ufficiale.
Quello di Basovizza, come quello di Torino, non è un semplice atto di vandalismo, ma un segnale preoccupante di un’intolleranza che, anziché affievolirsi, sembra trovare nuovo vigore, soprattutto tra le giovani generazioni. Un’intolleranza che si nutre di ignoranza storica e che, nonostante gli sforzi istituzionali e culturali, continua a negare o minimizzare una tragedia che ha segnato profondamente il Paese. Come ha sottolineato l’assessore regionale all’Istruzione Alessia Rosolen, “nonostante siano passati ottant’anni e malgrado i numerosi trattati storici e storiografici abbiano ormai fatto luce sull’oscurità tragica delle foibe, c’è chi ancora continua a vivere nell’ipocrisia”. Una posizione che ribadisce l’importanza di trasmettere alle nuove generazioni i valori della memoria storica, affinché quanto accaduto non venga dimenticato o, peggio, strumentalizzato.




