Torino, insulti con vernice spray davanti alla targa per i martiri delle foibe
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Redazione Interno
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Un gesto vandalico, vergato con vernice spray sull’asfalto, è comparso davanti alla targa commemorativa dell’Esodo Istriano a Torino, poche ore dopo la fiaccolata organizzata in corso Cincinnato. L’evento, che si è svolto sabato sera nel Villaggio Santa Caterina, ha visto la partecipazione dell’assessore regionale all’Emigrazione Maurizio Marrone e della vicecapogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli, insieme a centinaia di esuli e cittadini. «Camminiamo ogni anno per ricordare i martiri delle foibe», hanno dichiarato i due esponenti politici, sottolineando il valore simbolico della commemorazione.
L’atto vandalico, che ha immediatamente richiamato alla memoria l’imbrattamento della Foiba di Basovizza avvenuto lo scorso febbraio, ha suscitato reazioni indignate, in particolare da parte di esponenti di centro-destra. La foiba di Basovizza, monumento nazionale che ricorda le vittime delle violenze etniche al confine orientale, era stata oggetto di un gesto simile alla vigilia del Giorno del Ricordo, il 10 febbraio, scatenando un dibattito acceso e spesso polarizzato. All’epoca, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza aveva commentato con amarezza: «La mamma dei cretini è sempre incinta», mentre puliva personalmente le scritte offensive.
Il parallelismo tra i due episodi è evidente, e non sfugge a chi, come Roberto Giordano Anguilla, ricorda che tra le vittime delle foibe ci furono anche sessantuno salentini, trucidati semplicemente per la loro identità italiana. La Giornata del Ricordo, istituita per non dimenticare i oltre trecentomila italiani uccisi tra il 1945 e il 1947 nel confine nord-orientale, rappresenta un momento di riflessione su una pagina dolorosa della storia nazionale, spesso dimenticata o strumentalizzata.
L’Italia, già democratica in quegli anni, si trovò a subire passivamente l’ondata di violenza e odio etnico scatenata dalle milizie jugoslave, che colpì non solo militari ma anche civili, donne e bambini. Il gesto vandalico di Torino, seppur di minore entità rispetto agli eventi storici commemorati, riaccende il dibattito sulla necessità di preservare la memoria e contrastare ogni forma di negazionismo o offesa alla dignità delle vittime.




