Basile attacca Scurria: “In politica da trent’anni da destra a sinistra e viceversa”
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Redazione Interno
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Lo scenario politico messinese, in queste ore convulse che seguono la scadenza naturale del mandato e la formalizzazione delle dimissioni del sindaco uscente, si arricchisce di nuovi, attesi capitoli di una campagna elettorale che si preannuncia aspra e densa di colpi bassi. Da un lato, l’ex primo cittadino Federico Basile – il quale, come ampiamente previsto, si ripresenterà alla guida della coalizione che fa capo a Sud chiama Nord – ha rotto gli indugi per replicare con fermezza alle dichiarazioni del candidato ufficializzato dal centrodestra, l’avvocato Marcello Scurria, la cui presentazione ufficiale è avvenuta proprio in questi giorni. La replica di Basile non si è fatta attendere e, lungi dal limitarsi a una formale risposta di circostanza, ha scavato nel passato politico del suo sfidante, cercando di minarne la credibilità agli occhi di un elettorato che, a suo dire, non dimentica.
“È piuttosto surreale – ha esordito Basile – leggere le dichiarazioni del candidato Marcello Scurria, che oggi tenta di stravolgere e mistificare la realtà raccontando una storia che semplicemente non esiste”. Il bersaglio, nella fitta ridda di accuse che già caratterizza questa fase, è duplice: da una parte il programma e le promesse dell’avversario, dall’altra la sua stessa figura pubblica. Basile, forte dei risultati amministrativi che rivendica, ha voluto ricordare come il risanamento della città, un tema caldo e storicamente spinoso per Messina, non sia una scoperta recente. “A Messina – ha proseguito – il risanamento è stato per anni soltanto un argomento da campagna elettorale. Fino al 2018 si è parlato molto, ma si è fatto poco. È la storia a dirlo. Gli atti amministrativi, le ordinanze, la sequenza di leggi emanate dal 2018 in poi raccontano di un impegno concreto che prima non c’era mai stato”.
Il sindaco dimissionario, che ha consegnato la fascia nelle mani del segretario generale allo scoccare della mezzanotte, ha voluto marcare con forza il confine tra chi ha governato, assumendosi responsabilità e aprendo cantieri, e chi invece, a suo giudizio, si limita oggi a utilizzare il risanamento come un mero slogan, esattamente come si faceva decenni fa. La stoccata più pungente, però, è arrivata quando Basile ha offerto quella che si potrebbe definire una lezione di storia politica locale al suo avversario, sottolineando un presunto trasformismo. “Consiglio prima un breve corso accelerato di memoria cittadina”, ha dichiarato, facendo gli auguri di rito a Scurria ma aggiungendo un dato: la sua presenza in politica da trent’anni, “da destra a sinistra e viceversa”.
Il profilo di Scurria e l’appoggio della coalizione
Dall’altra parte della barricata, Marcello Scurria può contare sull’appoggio compatto e dichiarato di tutta la coalizione di centrodestra, che lo ha scelto come proprio uomo di punta dopo un confronto serrato. La sottosegretaria di Stato Matilde Siracusano, principale sponsor politico dell’avvocato, ne ha elogiato le qualità, assicurando che le vecchie ruggini legate alla revoca dell’incarico di sub commissario al Risanamento sono ormai acqua passata. Per Siracusano, il candidato rappresenta la soluzione per dare a Messina una visione che, a suo dire, l’amministrazione uscente non avrebbe avuto, accusando Basile di aver puntato esclusivamente sul consenso a breve termine.
Non meno netto è il sostegno giunto dal senatore Nino Germanà, segretario regionale della Lega in Sicilia. Germanà ha voluto mettere l’accento su un altro aspetto, quello dell’autorevolezza e della statura politica del candidato. In un passaggio che fotografa perfettamente il clima di queste prime battute, il senatore ha contrapposto la figura di Scurria a quella del suo avversario, sostenendo che l’avvocato non avrebbe certo bisogno di un suggeritore, a differenza di quanto, a suo parere, accadrebbe per l’uscente. “Sappiamo che a Scurria non serve un suggeritore come succede al suo concorrente – ha dichiarato Germanà –. L’uscente Basile ci ha abituati ai manovratori ed agli intrattenitori di piazza. Scurria invece ha la preparazione e l’autorevolezza per stare sul palco anche da senza ghost writer”. Un’accusa, quella della mancanza di autonomia, che colpisce direttamente il cuore della leadership di Basile, spesso percepito come il delfino di Cateno De Luca, e che ha scatenato la reazione di quest’ultimo, il quale ha prontamente ribattuto definendo Scurria un “uomo buono per tutte le stagioni”.
Una campagna sui generis e il quadro delle alleanze
La campagna elettorale, infatti, si snoda già su questi binari: da un lato il centrodestra che cerca di dipingere l’era De Luca-Basile come una parentesi di sostanziale sudditanza politica, dall’altro il fronte avversario che punta a rivendicare i risultati ottenuti in termini di risanamento dei conti e rilancio dell’immagine cittadina. Basile, nel suo ragionamento, ha anche tracciato un rapido consuntivo storico degli ultimi decenni a Messina, ricordando come gli otto anni della sua amministrazione e di quella di De Luca si inseriscano in un panorama più ampio: undici anni di centrodestra, sei di centrosinistra, cinque di Accorinti e tre anni e mezzo di commissariamenti nei venticinque anni precedenti.
Nel frattempo, mentre i due principali contendenti affilano le armi, il centrosinistra arranca ancora nella scelta del proprio candidato, diviso tra i consiglieri comunali Antonella e Alessandro Russo e altre figure come il sindacalista Paolo Todaro o la senatrice Barbara Floridia. I tempi stringono, con la Regione che quasi certamente fisserà il primo turno per domenica 24 e lunedì 25 maggio, e l’eventuale ballottaggio il 7 giugno. A movimentare ulteriormente uno scacchiere già complesso, si aggiungono le candidature dei cosiddetti outsider, come quella del parrucchiere Lillo Valvieri e del movimento Rinascita di Gaetano Sciacca, pronti a ritagliarsi uno spazio nella competizione. In questo clima di fibrillazione continua, i fatti parlano di una città che si appresta a vivere una delle sue tornate elettorali più combattute, con due schieramenti pronti a darsi battaglia sul filo dei programmi e, soprattutto, delle reciproche biografie politiche.




