Fitp entra in Sae con 5 milioni: dubbi sull’investimento ne La Stampa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Fitp si prepara a entrare nel capitale di Sae spa con un investimento da cinque milioni di euro attraverso Sportcast, la società che gestisce il canale e la piattaforma digitale Supertennis. L’operazione, che dovrebbe essere formalizzata il prossimo 28 maggio, porterà la Federazione italiana tennis e padel a detenere il 6,74% della holding editoriale che controlla numerosi quotidiani locali e che ha recentemente acquisito anche La Stampa. Il progetto viene presentato come un passaggio strategico per aumentare la popolarità del tennis, ma l’ingresso di una federazione sportiva nel settore editoriale ha già aperto interrogativi sul rapporto tra sport, informazione e gestione delle risorse.

L’investimento della Fitp arriva in un momento di forte esposizione mediatica del tennis italiano, trainato dagli Internazionali d’Italia e dai risultati ottenuti dagli azzurri. Proprio durante il torneo romano, mentre Simone Bolelli e Andrea Vavassori conquistavano il titolo del doppio maschile e Jannik Sinner si preparava alla finale, il presidente della federazione Angelo Binaghi ha scelto la conferenza stampa conclusiva per replicare alle polemiche nate attorno all’operazione. Nel mirino del numero uno della Fitp c’erano le ricostruzioni dedicate all’acquisto della quota di Sae e all’accordo strategico stretto parallelamente tra il gruppo editoriale e la stessa federazione.

L’ingresso della Fitp in Sae e le reazioni politiche

Tra le prime reazioni è arrivata quella della senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d’Italia - Noi Moderati al Senato ed ex sottosegretario allo Sport. La parlamentare ha espresso perplessità sull’operazione, parlando apertamente di un possibile “squilibrio di interessi” legato all’ingresso in un gruppo editoriale. Le dichiarazioni sono arrivate mentre la stessa Biancofiore celebrava i risultati di Sinner agli Internazionali d’Italia, sottolineando anche il legame territoriale con il tennista altoatesino. Il tema centrale resta però quello dell’opportunità per una federazione sportiva di investire direttamente in una società che controlla quotidiani e attività editoriali.

La questione si inserisce in un dibattito più ampio sulla trasparenza economica delle federazioni sportive italiane. Pur essendo soggetti di diritto privato, le federazioni operano infatti all’interno del sistema pubblico dello sport collegato a Coni e Sport e Salute, beneficiando di contributi pubblici e di regimi fiscali agevolati. Negli anni il ruolo delle federazioni è cambiato profondamente: oltre all’organizzazione di tornei e attività agonistiche, oggi gestiscono sponsor, diritti televisivi, grandi eventi e strutture mediatiche sempre più rilevanti. Nel caso della Fitp, l’investimento nella Sae rappresenta uno dei passaggi più evidenti di questa trasformazione.

Il peso mediatico del tennis e il nodo della trasparenza

L’operazione con Sae evidenzia anche il crescente peso economico e comunicativo raggiunto dal tennis italiano. La controllata Sportcast, che produce i contenuti di Supertennis, è già uno degli strumenti principali utilizzati dalla federazione per promuovere il movimento e ampliare la diffusione del tennis e del padel. L’ingresso nella holding editoriale proprietaria de La Stampa aggiunge ora un nuovo livello alla strategia di comunicazione della Fitp, in un momento in cui il tennis occupa stabilmente spazi centrali nell’informazione sportiva nazionale.

Il confronto pubblico, però, continua a concentrarsi sulle implicazioni dell’investimento e sulla necessità di criteri uniformi nella pubblicazione dei bilanci e nella gestione delle risorse delle federazioni. Il caso Fitp-Sae ha acceso l’attenzione proprio perché unisce sport, televisione, editoria e investimenti societari in un’unica operazione economica. La presenza della federazione nel capitale del gruppo editoriale proprietario de La Stampa, insieme all’accordo strategico annunciato contestualmente, resta il punto attorno a cui si concentrano le critiche e le richieste di maggiore chiarezza.

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