La Stampa verso il passaggio al gruppo Sae, chiusa la porta all’offerta di Marchi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La proprietà della famiglia Elkann ha compiuto ieri una scelta precisa, accelerando quello che ormai appare come un inevitabile addio alla storica testata torinese. Nel primo pomeriggio, i vertici di Gedi e Gnn hanno convocato d’urgenza il comitato di redazione per comunicare l’avvio di una trattativa esclusiva con il gruppo Sae di Alberto Leonardis, che si è candidato a rilevare il giornale insieme ad alcune attività collegate. La decisione, arrivata dopo un periodo di attesa carico di incertezze, segna di fatto l’esclusione dell’altra proposta sul tavolo, quella avanzata dal gruppo Nem di Enrico Marchi, e delinea un futuro per il quotidiano legato a un editore che, negli ultimi anni, ha già inCorporato diverse testate locali del gruppo Gedi.

Le motivazioni della scelta

L’azienda, nel motivare la preferenza accordata a Sae, ha parlato di un piano industriale giudicato “convincente” e della possibilità che questo nuovo soggetto possa fare da “massa critica”. L’obiettivo, insomma, sarebbe quello di unire le copie dei giornali che già possiede – come il Tirreno, La Nuova Sardegna e le Gazzette di Modena e Reggio – con quelle de La Stampa, creando un polo editoriale in grado di rendere sostenibile un’operazione che, altrimenti, rischierebbe di essere economicamente troppo onerosa. Una visione che, se da un lato mira a garantire una prospettiva di continuità, dall’altro sancisce la fine di un’epoca per il giornale, storicamente legato alle vicende della famiglia Agnelli.

Il perimetro della trattativa

La trattativa in corso, come specificato dalla nota aziendale, non riguarda solo il marchio de La Stampa, ma include tutti gli asset collegati e le rotative, elementi fondamentali per la produzione e la distribuzione del quotidiano. Si tratta di un passaggio delicato, che coinvolge non solo il destino editoriale della testata ma anche la struttura industriale che la sostiene, con tutto ciò che ne consegue in termini di organizzazione e risorse. La scelta di un editore con una consolidata esperienza nel settore della stampa locale sembra rispondere proprio all’esigenza di gestire in modo integrato questa complessità.

Uno scenario in movimento

La mossa di Gedi arriva in un panorama editoriale nazionale in profonda trasformazione, dove gli assetti proprietari di molte testate storiche sono stati ridisegnati. Il gruppo Sae, che già controlla diverse testate, si appresta così a diventare un attore di primo piano, assorbendo un giornale di rilevanza nazionale come La Stampa. Il negoziato esclusivo avviato ieri, seppur non definitivo, indica una direzione chiara, lasciando sullo sfondo le altre ipotesi che avevano circolato in precedenza. La trattativa, che ora entra nel vivo, dovrà definire i dettagli di un passaggio che segnerà un nuovo capitolo per la testata torinese.

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