Amy Madigan vince l’Oscar per ‘Weapons’, un’emozione lunga quarant’anni
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La 98esima edizione degli Academy Awards, in svolgimento al Dolby Theatre di Los Angeles e condotta per il secondo anno consecutivo da Conan O’Brien, ha assegnato il suo primo premio della serata ad Amy Madigan, decretata miglior attrice non protagonista per l’interpretazione di zia Gladys nel film horror Weapons di Zach Cregger. L’attrice, settantacinquenne, è salita sul palco visibilmente scossa, confessando con una battuta che le gambe le tremavano, e ha ricevuto la statuetta dalle mani della vincitrice dell’anno precedente, Zoe Saldaña. La sua vittoria, giunta al culmine di una stagione che l’avera già vista trionfare ai Critics Choice Awards e agli Screen Actors Guild Awards, rappresenta il coronamento di una carriera cinquantennale e il primo riconoscimento personale dall’Academy dopo la candidatura ottenuta nel lontano 1986 per Twice in a Lifetime.
Nel suo discorso di ringraziamento, Madigan ha alternato momenti di ironia a dichiarazioni di profonda gratitudine, citando la figlia Lily, il genero e, con un affetto particolare che ha commosso la platea, il marito Ed Harris, anch’egli attore e suo compagno da oltre quarant’anni. La sua performance nei panni della zia Gladys, personaggio inquietante e dotato di poteri voodoo che la pellicola di Cregger rivela gradualmente, è stata definita dalla stessa attrice un "sogno" e le ha permesso di esplorare una cifra stilistica lontana dai ruoli drammatici che avevano contraddistinto la sua carriera, da Campo dei sogni a Zio Buck. La vittoria di Madigan acquista un significato particolare nel panorama dei premi, interrompendo un lungo digiuno che aveva visto i film di genere horror spesso trascurati dall’Academy; l’ultima attrice a trionfare in questa categoria per un horror era stata Natalie Portman nel 2011 per Il cigno nero, pellicola peraltro dai contorni thriller e psicologici.
La concorrenza agguerrita e il significato del premio per il genere
La categoria della miglior attrice non protagonista si presentava quest’anno come una delle più combattute, con un ventaglio di interpretazioni di altissimo livello. Oltre a Madigan, erano in lizza Teyana Taylor per Una battaglia dopo l'altra di Paul Thomas Anderson, Wunmi Mosaku per I peccatori di Ryan Coogler, e le due attrici di Sentimental Value, Elle Fanning e Inga Ibsdotter Lilleaas. La vittoria della Madigan, che ha costruito la sua ascesa nei premi di settore grazie a una performance coraggiosa e fisicamente trasformata, è stata accolta con entusiasmo dai sostenitori del cinema di genere, da sempre penalizzato in occasioni come queste. La stessa attrice, in interviste precedenti alla cerimonia, aveva sottolineato come il pregiudizio verso l'horror fosse l'unico vero ostacolo sulla strada per la candidatura, un preconcetto che la giuria ha quest'anno deciso di superare premiando la sostanza di un personaggio memorabile.
Il discorso spontaneo e il ricordo della prima nomination
Mentre ritirava il premio, Madigan ha raccontato con leggerezza di aver pensato al discorso da fare sotto la doccia, salvo poi rendersi conto di aver perso tempo inutilmente data l'emozione del momento. Ha elogiato il regista Zach Cregger per aver scritto un ruolo che le ha permesso di divertirsi e di lasciare un segno nel pubblico, un personaggio — quello di Aunt Gladys — la cui risata agghiacciante e il cui look grottesco sono diventati virali online e hanno contribuito al successo mondiale del film, che ha incassato oltre un miliardo di dollari. L'attrice, che aveva ottenuto la sua prima nomination esattamente quarant'anni fa, ha così stabilito un record per il più lungo intervallo di tempo tra una candidatura e l'effettiva vittoria per un'interprete femminile, chiudendo un cerchio che l'ha vista lavorare ininterrottamente tra cinema, televisione e teatro.
L'avvio della cerimonia e gli altri premi della prima parte
Subito dopo il premio a Madigan, la serata è proseguita con l'assegnazione dell'Oscar per il miglior film d'animazione, andato al fenomeno globale di Netflix KPop Demon Hunters, pellicola che ha superato i 325 milioni di visualizzazioni sulla piattaforma. La regista Maggie Kang, nel ritirare il premio, ha dedicato la statuetta alla Corea e ai coreani di tutto il mondo. Il conduttore Conan O’Brien, che aveva aperto lo show con un monologo in cui alludeva ai tempi "caotici e spaventosi" che il mondo sta attraversando, ha introdotto i vari momenti della serata, che vedeva il film I peccatori di Ryan Coogler dominare con sedici candidature, un record assoluto per la manifestazione. La sicurezza intorno al teatro era stata rafforzata in collaborazione con FBI e polizia di Los Angeles, data la situazione geopolitica internazionale.




