Il ritrovamento di Allen e le ombre sulla scomparsa: le contraddizioni del testimone chiave
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Redazione Interno
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Quaranta ore di angoscia, un bambino disperso nei boschi sopra Ventimiglia, un caso che ha scosso la Liguria e non solo. Allen Bernard Ganao, cinque anni, autistico, è stato ritrovato vivo dopo una ricerca disperata, ma il racconto della sua scomparsa è costellato di incongruenze che potrebbero spingere la magistratura a indagare più a fondo. La vicenda, iniziata con un momento di distrazione del padre mentre montava la tenda nel camping "Por la Mar", si è trasformata in un giallo, con un testimone la cui versione ha lasciato più domande che risposte.
Pierluigi Dellano, proprietario di una villa a Latte, frazione di Ventimiglia, è stato l’ultima persona ad aver visto Allen prima della sparizione. I cani molecolari hanno segnalato la sua auto, e agli inquirenti ha fornito dichiarazioni che, secondo fonti investigative, non coincidono. «Ho sbagliato, è stata una negligenza», ha ammesso, spiegando di aver tenuto il bambino per mano prima che scappasse. Ma perché non ha allertato subito le autorità? E perché le sue parole sono cambiate nel corso degli interrogatori?
Dellano, visibilmente provato, nega ogni accusa e insiste di aver voluto solo aiutare. Intanto, però, sui social e tra gli abitanti di Ventimiglia serpeggia il sospetto. C’è chi lo accusa di aver ritardato le ricerche, chi ipotizza un coinvolgimento più oscuro. La sua figura resta al centro dell’inchiesta, anche se, al momento, non è formalmente indagato.




