Proteste ad Anchorage durante il vertice Trump-Putin, mentre Lavrov sfoggia un simbolo sovietico

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre Donald Trump e Vladimir Putin si preparano a discutere il futuro dell’Ucraina nel vertice di Anchorage, in Alaska, centinaia di manifestanti hanno invaso le strade della città, agitando bandiere giallo-blu e contestando l’assenza di Volodymyr Zelensky dal tavolo delle trattative. Tra gli slogan che hanno risuonato più forte, molti chiedevano un impegno concreto per fermare la guerra, dopo che Trump ha lasciato intendere che Putin sarebbe disposto a cercare una soluzione, ma solo in un secondo summit con più leader coinvolti.

Quello di oggi è il settimo faccia a faccia tra i due dal 2017, ma il primo da quando Trump è tornato alla Casa Bianca. Un incontro che, nonostante le proteste, potrebbe segnare una svolta, anche se i dettagli restano ancora nebulosi. Intanto, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov è stato avvistato ad Anchorage con una maglietta che riporta la scritta CCCP, l’acronimo dell’Unione Sovietica, un gesto che non è passato inosservato e che ha alimentato ulteriori polemiche. Davanti ai giornalisti, Lavrov ha parlato di “posizione chiara” e ha sottolineato l’importanza di proseguire il dialogo, dopo i colloqui preliminari con l’inviato statunitense Steve Witkoff a Mosca

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