Gaza, la carestia negata e le immagini che parlano

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre le autorità israeliane continuano a sostenere che nella Striscia di Gaza non esiste alcuna carestia, le foto che circolano da settimane raccontano una storia diversa: bambini con corpi scheletrici, volti scavati dalla fame, occhi sproporzionati per la magrezza. Immagini che, come sottolinea l’Osservatore Romano in apertura di prima pagina, si sono moltiplicate negli ultimi giorni, diventando una testimonianza innegabile di una crisi umanitaria che qualcuno preferisce non vedere.

A confermare la gravità della situazione è anche la testimonianza di un medico di Médecins Sans Frontières, che descrive con precisione scientifica gli effetti della denutrizione sul corpo umano. «Nelle prime 6-24 ore», spiega, «il livello di zucchero nel sangue crolla, costringendo l’organismo a bruciare le riserve di glicogeno. Dopo 1-3 giorni, esaurite quelle, il corpo inizia a trasformare il grasso in chetoni per alimentare il cervello, entrando in una sorta di “modalità di sopravvivenza”». Ma il peggio arriva tra il terzo e il quinto giorno, quando i muscoli cominciano a deteriorarsi e l’organismo, in mancanza di nutrienti, divora persino i propri tessuti, incluso il cuore.

Intanto, la disperazione spinge migliaia di palestinesi verso il valico di Zikim, al confine con Israele, nella speranza di trovare cibo. Un viaggio che si trasforma spesso in una trappola mortale: nella notte tra venerdì e sabato, attacchi aerei e colpi di arma da fuoco hanno ucciso almeno 25 persone, secondo quanto riportato dalle autorità sanitarie locali. La maggior parte delle vittime, stando ai medici dell’ospedale Shifa, è stata falciata mentre aspettava i camion degli aiuti.

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