Ford annuncia una svalutazione da 19,5 miliardi per rivedere la sua strategia sui veicoli elettrici

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'Ovale Blu ha comunicato un onere straordinario, il quale ammonta a 19,5 miliardi di dollari, direttamente collegato ai suoi investimenti nella mobilità a batteria. Questa operazione contabile, di portata inedita per il settore, rappresenta il segnale più chiaro di una riflessione profonda che sta attraversando l'intera industria automobilistica, la quale dopo un iniziale e convinto entusiasmo sta ora ridimensionando i piani sull'elettrificazione pura. La mossa di Ford, per quanto drasticamente visibile nei bilanci, non è infatti un episodio isolato ma si inserisce in un contesto globale di riconfigurazione degli obiettivi, dove la redditività e le richieste del mercato reale prevalgono sulle pure dichiarazioni d'intenti.

Addio al pick-up completamente elettrico, il Lightning cambia pelle

La conseguenza più tangibile di questa revisione strategica si materializza nel destino del Ford F-150 Lightning. Il pick-up, che aveva solcato la scena come un pioniere del segmento, verrà infatti tolto dalla produzione nella sua attuale configurazione a trazione esclusivamente elettrica. Non si tratta, va precisato, della scomparsa del nome Lightning, bensì di una sua radicale trasformazione tecnologica. Il modello, dopo un avvio promettente che non ha però condotto ai volumi di vendita sperati, cederà il passo a una nuova generazione che abbandonerà l'architettura BEV. La strada scelta è quella di una soluzione ibrida con range extender, una tecnologia che affianca un motore termico generatore alla batteria, mirando così a superare quelle che vengono percepite come le principali criticità dell'elettrico puro: l'autonomia limitata e i costi ancora elevati, specialmente per i veicoli commerciali e di grande taglia.

Uno shift industriale che unisce Europa e Stati Uniti

Questo cambio di marcia non interessa solo il colosso di Dearborn, ma appare come un fenomeno trasversale. Oltreoceano, ad esempio, il Gruppo Volkswagen ha recentemente chiuso la Gläserne Manufaktur di Dresda, lo stabilimento simbolo e fortemente voluto da Ferdinand Piëch, che era attivo da quasi venticinque anni. Sebbene le motivazioni specifiche possano differire, la concomitanza degli eventi illustra una tendenza comune: la corsa all'elettrificazione totale sta subendo un deciso ridimensionamento a favore di un approccio più graduale e plurale. L'ibrido, in diverse forme, riconquista centralità nelle pianificazioni dei costruttori, i quali devono bilanciare gli ingenti investimenti tecnologici con la necessità di mantenere sostenibili i margini di profitto e di rispondere a un'effettiva domanda della clientela, che mostra ancora perplessità di fronte a determinate limitazioni.

La nuova direzione punta su ibrido ed EREV

La decisione di Ford, quindi, segna un punto di svolta preciso nella sua road map di elettrificazione. L'azienda, dopo aver annunciato la fine della produzione del F-150 Lightning completamente elettrico, orienta ora le sue risorse e i suoi sforzi di sviluppo verso le propulsioni ibride e, in particolare, verso i veicoli elettrici con range extender. Questa tipologia di vetture, spesso indicate con l'acronimo EREV, permette di viaggiare per la maggior parte del tempo in modalità esclusivamente elettrica grazie a una batteria di dimensioni contenute, ricorrendo a un motore a benzina che funziona da generatore per ricaricare le celle quando l'energia si esaurisce, eliminando così l'ansia da autonomia. È una scelta dettata dalla volontà di offrire una tecnologia ponte, ritenuta più adatta – almeno nel presente e nel prossimo futuro – per i veicoli utilitari e per chi necessita di massima flessibilità d'uso, senza rinunciare del tutto ai benefici della trazione a zero emissioni locali.

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