Chat Ranucci-Boccia, il retroscena su Giletti e Formigli scuote il caso
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Le chat tra Maria Rosaria Boccia e Sigfrido Ranucci tornano al centro dell’attenzione per alcuni passaggi dedicati ai rapporti tra il giornalista e due colleghi televisivi, Massimo Giletti e Corrado Formigli. Nel libro “Guai a chi lo tocca – Io, Sigfrido e le tempeste”, l’imprenditrice originaria di Pompei racconta episodi legati al rapporto personale con l’ex conduttore di Report e riporta una conversazione nella quale emerge un giudizio molto duro sugli altri due conduttori televisivi.
L’opera di Maria Rosaria Boccia è dedicata a Sigfrido Ranucci con la frase “Questo libro è per te, mio eroe imperfetto e amico vero”. Il volume ricostruisce, secondo la prospettiva dell’autrice, il rapporto con il giornalista e raccoglie episodi, conversazioni e momenti di confronto personale. La pubblicazione arriva dopo il caso che aveva coinvolto Boccia e l’ex ministro Gennaro Sangiuliano, riportando nuovamente l’imprenditrice al centro del dibattito pubblico.
Nel testo viene raccontato anche un rapporto caratterizzato da confidenze, discussioni e tensioni. Il capitolo intitolato “Il cerchio intorno a noi” affronta il legame tra Boccia, Ranucci e Laura Cianfoni, indicata come una figura presente nella ricostruzione proposta dall’autrice. Il racconto riguarda soprattutto il contenuto delle conversazioni private e il modo in cui venivano vissuti alcuni rapporti professionali e personali all’interno del mondo televisivo.
Uno dei passaggi più discussi riguarda una domanda rivolta da Boccia a Ranucci sulla possibilità di partecipare ai programmi condotti da Corrado Formigli e Massimo Giletti. Nel racconto del libro, alla richiesta su quale trasmissione preferisse, il giornalista avrebbe risposto indicando una soluzione volutamente provocatoria e sarcastica: secondo la ricostruzione dell’autrice, avrebbe citato come alternative perfino due cimiteri romani, il Verano e Prima Porta.
Il riferimento viene presentato da Boccia come una battuta estrema usata per esprimere la contrarietà di Ranucci all’idea di una sua presenza televisiva in quei programmi. La frase è diventata uno degli elementi più commentati delle anticipazioni sul volume perché coinvolge tre protagonisti dell’informazione televisiva italiana: Ranucci, storico volto del giornalismo d’inchiesta, Giletti e Formigli, entrambi conduttori di programmi di approfondimento politico e giornalistico.
Sigfrido Ranucci è noto soprattutto per la conduzione di Report su Rai 3, programma di giornalismo investigativo nel quale è impegnato dal 2017 dopo una lunga esperienza nel settore delle inchieste televisive. La sua attività professionale ha riguardato negli anni temi giudiziari, politici e sociali attraverso reportage e approfondimenti.
Massimo Giletti e Corrado Formigli hanno costruito invece la loro presenza televisiva attraverso programmi di approfondimento e confronto con ospiti politici, istituzionali e giornalistici. Le conversazioni riportate nel libro di Boccia si inseriscono quindi in un ambiente televisivo nel quale programmi diversi competono spesso sugli stessi temi, con approcci editoriali differenti.
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