Corona e il "piano B": dopo lo stop su Signorini, Falsissimo punta Mediaset

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il giudice ha spento i riflettori su quello che Fabrizio Corona definiva il "sistema Signorini", imponendo di fatto il buco in diretta per la puntata del suo format "Falsissimo" che avrebbe dovuto rivelare, con chat e video, i retroscena di una presunta rete di favori. La decisione del tribunale, netta, ha stabilito come non sussista un interesse pubblico nel divulgare preferenze e abitudini sessuali private, che di per sé non costituiscono illeciti, bollando l'operazione come mero specchietto per le allodole finalizzato a soddisfare la curiosità più spiccia. Corona, il quale si era già premunito di un "piano B" nel caso la via giudiziaria si fosse rivelata impervia, non ha quindi potuto mandare in onda il materiale raccolto, che includeva anche conversazioni con altri personaggi dello spettacolo, reindirizzando immediatamente i suoi attacchi verso un nuovo e più ampio bersaglio.

L'obiettivo diventa il "sistema Mediaset"

Nella puntata andata in onda, della durata di oltre un'ora, l'ex re dei paparazzi ha quindi spostato il fuoco della sua crociata, annunciando di voler parlare del cosiddetto "sistema Mediaset" e citando, in una lunga tiritura, nomi di primo piano della televisione italiana e dell'azienda stessa. Il programma, che Corona autoproclama come l'unico vero spazio d'inchiesta rimasto nel Paese, si è così trasformato in un'apologia del suo metodo, privo tuttavia di rivelazioni o prove concrete sui nuovi temi affrontati, concentrandosi piuttosto su una serie di invettive e accuse generiche. Il tono, come di consueto, è stato quello del pamphlet senza mezze misure, in cui l'autore si è presentato come una voce fuori dal coro, ostacolata dai poteri forti dell'informazione.

Le dichiarazioni a caldo e il riferimento a Trump

Subito dopo la decisione del tribunale, Corona aveva dichiarato di non volersi fermare, denunciando quello che ha definito un "editto bulgaro" ai suoi danni e lanciando, in chiusura della trasmissione, una singolare dichiarazione d'intenti per il futuro. Ha infatti annunciato che, dopo quella puntata, si sarebbe recato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, senza però fornire ulteriori spiegazioni sul motivo o sul contenuto di questo ipotetico incontro. Una mossa che, al di là della sua effettiva realizzabilità, sembra rientrare in una strategia comunicativa volta a mantenere alta l'attenzione sulla sua figura e sulle sue battaglie, spostando il dibattito su un piano internazionale e altamente simbolico.

Il confine tra cronaca e spettacolo

La vicenda giudiziaria che ha portato al blocco della messa in onda del materiale su Signorini rimarca, ancora una volta, la sottile e spesso controversa linea di confine tra il diritto di cronaca, tutelato dalla Costituzione, e lo sfruttamento di vicende private a scopo di intrattenimento. L'ordinanza del giudice, nel negare la copertura delle garanzie previste per l'attività giornalistica, ha di fatto equiparato le dichiarazioni di Corona a una deliberata operazione di gossip, tesa ad alimentare un interesse pruriginoso piuttosto che a informare su fatti di rilevanza pubblica. Una distinzione fondamentale, che segna il perimetro entro cui può muoversi chi produce contenuti destinati al vasto pubblico, soprattutto quando si tratta di argomenti delicati che coinvolgono la sfera più intima delle persone.

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