Racale, l’autopsia conferma: due colpi di accetta tra nuca e collo uccisero Teresa Sommario
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Redazione Interno
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L’esame autoptico ha dissipato ogni dubbio: furono due i colpi mortali, violenti e precisi, a porre fine alla vita di Teresa Sommario, la 53enne uccisa dal figlio Filippo Manni, 21 anni, nell’abitazione di via Toscana a Racale. Le ferite, inferte con un’accetta, hanno colpito la nuca e il collo, provocando un esito letale immediato. Altri tre fendenti, rinvenuti sul torace, sulle braccia e sulle mani – queste ultime con evidenti segni di difesa – dimostrano che la donna tentò di proteggersi dall’aggressione mentre era seduta al computer, probabilmente intenta al lavoro.
L’autopsia, disposta dalla procura di Lecce e affidata al consulente nominato dalla pm Simona Rizzo, è stata eseguita all’obitorio del “Vito Fazzi” dal medico legale Alberto Tortorella. I risultati confermano quanto già emerso dalle prime ricostruzioni: l’arma del delitto, un’accetta rinvenuta accanto al corpo nel soggiorno, è stata utilizzata con estrema violenza. Se i colpi al petto e al volto avrebbero potuto lasciare margini di sopravvivenza, quelli alla nuca e al collo non hanno lasciato scampo.




