Garlasco, l'esposto della famiglia Cappa accende lo scontro tra gli avvocati del caso
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Redazione Interno
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Il delitto di Chiara Poggi, l'omicidio di Garlasco che da anni tiene banco nelle aule di giustizia e nei salotti televisivi, vive un nuovo capitolo fatto di polemiche e accuse incrociate. Stavolta, al centro del dibattito non vi sono solo le figure dei due indagati principali – il condannato Alberto Stasi e Andrea Sempio, finito nel mirino dopo le nuove analisi – ma anche e soprattutto i legali che li rappresentano.
Un'esposto della famiglia Cappa, cugini della vittima, ha gettato benzina sul fuoco, innescando una serie di repliche e contrattacchi che stanno ridefinendo i contorni del confronto pubblico.
L'esposto e le accuse alla difesa
Secondo quanto emerso nel corso della prima puntata di 'Verità Nascoste - Il Diario', la trasmissione condotta da Milo Infante su Canale 5, la famiglia Cappa avrebbe presentato un esposto dagli toni molto duri. Nel documento, di cui è stato mostrato un estratto, si parla di una «sistematica coordinata e preordinata esposizione mediatica» che la famiglia stessa avrebbe subito, quasi fosse «l'esito di una condotta consapevolmente orchestrata».
Un'accusa pesante che, senza fare nomi espliciti nel testo visionato, sembrava puntare dritta contro Antonio De Rensis, lo storico difensore di Alberto Stasi. La sensazione, per i Cappa, è che ci sia stata una precisa regia per indirizzare l'attenzione di media e inquirenti contro i familiari di Chiara, deviando il focus dalle reali responsabilità.
La replica di De Rensis e l'intervento dello zio
Le parole della cugina Stefania Cappa, contenute nell'esposto, non hanno tardato a provocare una reazione. Antonio De Rensis, avvocato di Stasi, si è detto colpito dalle affermazioni e ha risposto per le rime nel corso delle successive trasmissioni dedicate al caso. Il legale ha respinto al mittente qualsiasi accusa di strumentalizzazione, difendendo la propria condotta professionale e ricordando che il suo ruolo è quello di difendere un uomo condannato in via definitiva, ma che continua a proclamarsi innocente.
A complicare ulteriormente il quadro è intervenuta una telefonata dello zio di Chiara Poggi, che avrebbe aggiunto ulteriori elementi di tensione al già incandescente clima mediatico. L'uomo avrebbe voluto chiarire la posizione della famiglia, cercando di mettere un freno a quella che percepisce come una crescente ostilità nei confronti dei parenti della vittima.
Il botta e risposta tra De Rensis e Lugli
Se lo scontro con i Cappa è stato aspro, quello andato in scena in tv tra De Rensis e il cronista di cronaca nera Massimo Lugli ha assunto i toni di un vero e proprio faccia a faccia. Ospite della trasmissione Rai 'Filorosso', Lugli ha lanciato un attacco durissimo agli "avvostar", termine con cui intende quei legali che, a suo dire, cercano più la ribalta televisiva che la giustizia sostanziale. Un'affermazione che De Rensis non ha gradito, scatenando una replica immediata e un botta e risposta acceso.
Lugli ha difeso la sua posizione, sostenendo che in questo caso specifico vi sia una tendenza a trasformare il processo in uno show, mentre De Rensis ha ribattuto che simili generalizzazioni sono offensive per l'intera categoria e non tengono conto della complessità di un'indagine che dura da quasi due decenni.
Il dibattito sulle indagini storiche
La polemica, però, non si è fermata alle accuse reciproche. Nel corso dello stesso confronto, i due si sono scontrati nuovamente sulle indagini storiche che portarono alla condanna di Alberto Stasi. Mentre Lugli ha evidenziato quelli che ritiene essere dei vistosi vuoti investigativi e una gestione poco lineare delle prove, De Rensis ha difeso l'operato delle forze dell'ordine e della magistratura, sottolineando come le sentenze ormai definitive debbano essere rispettate.
Al di là delle schermaglie, il caso Garlasco continua a rappresentare un giallo giudiziario che non trova pace, con le nuove analisi sui reperti che tengono aperta la posizione di Sempio e la difesa di Stasi che non molla la presa. In questo clima, l'esposto della famiglia Cappa rischia di essere solo l'ultimo atto di una lunga guerra di posizione combattuta tra aule di tribunale e studi televisivi.
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