La Nazionale di Gattuso si gioca il mondiale a Zenica, tra i recuperi di Bastoni e le scelte in attacco
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Redazione Sport
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Archiviata la vittoria contro l’Irlanda del Nord con il risultato di 2-0, l’Italia di Gennaro Gattuso ha ripreso immediatamente ieri la marcia d’avvicinamento a Coverciano. La gara di Bergamo, che ha permesso agli azzurri di superare il turno di semifinale nei playoff, ha lasciato strascichi importanti dal punto di vista fisico. Il gruppo lavoro si è suddiviso tra sedute di scarico per i titolari ed esercitazioni tecnico-tattiche per chi ha avuto meno spazio, con particolare attenzione alla gestione di alcuni calciatori reduci da acciacchi. Il primo di questi è Alessandro Bastoni, il difensore dell’Inter uscito a pochi minuti dall’intervallo contro il Northern Ireland: come ha poi rivelato il commissario tecnico, il giocatore – al 99% – non avrebbe dovuto scendere in campo data la condizione precaria, ma lo spirito di appartenenza ha prevalso spingendolo a stringere i denti per il bene del gruppo. Un sacrificio che ora pone un grosso punto interrogativo in vista della trasferta di martedì a Zenica, dove la posta in palio – l’accesso alla fase finale della Coppa del Mondo che manca all’Italia dall’edizione brasiliana del 2014 – richiederà la massima disponibilità atletica.
I dubbi di formazione e il nodo Politano
Le sedute di allenamento in questi giorni sono fondamentali per sciogliere le ultime riserve. Oltre a Bastoni, il cui impiego dal primo minuto contro la Bosnia resta in bilico nonostante la sua volontà di esserci, ci sono altre valutazioni in corso per quanto riguarda gli esterni. Matteo Politano, il cui avvio di gara è stato sorvegliato speciale dopo alcuni acciacchi pre-partita, sembra aver recuperato, così come Gianluca Mancini e Riccardo Calafiori che sono stati gestiti nella fase iniziale del raduno ma che ora risultano pienamente a disposizione. La vera incognita, nelle riflessioni di Gattuso, riguarda l’impostazione tattica in mezzo al campo e soprattutto il reparto offensivo. Nella ripresa della sfida con l’Irlanda del Nord, la Nazionale ha mostrato una qualità di manovra superiore sbloccata dalla potenza di tiro di Sandro Tonali, ma il primo tempo aveva evidenziato alcune difficoltà nel far girare palla velocemente. L’allenatore ha analizzato il momento in cui Manuel Locatelli risultava troppo schiacciato, complicando la costruzione dal basso; un aspetto su cui si è lavorato in questi giorni per evitare di ritrovarsi in difficoltà contro l’aggressività dei bosniaci. In attacco, invece, si valuta il recupero di chi ha speso molto: Moise Kean, subentrato e autore del gol del raddoppio, ha dimostrato di poter essere decisivo anche nella ripresa, mentre Mateo Retegui, apparso un po’ appesantito, potrebbe lasciare spazio a soluzioni diverse.
Il programma verso la finale di Zenica
La macchina si è rimessa in moto con l’obiettivo di preparare al meglio l’impegno contro la Bosnia, una squadra che arriva a questo appuntamento forte del morale altissimo dopo l’eliminazione del Galles ai calci di rigore in trasferta. I lavori proseguiranno oggi tra tattica e partitelle a campo ridotto, con l’intenzione di affinare gli automatismi difensivi che dovranno tenere a bada l’esperienza del veterano Edin Dzeko. Gattuso, nel commentare la semifinale, aveva parlato di “primo passo” e di una tensione che era palpabile nello spogliatoio, ma che fa parte del percorso per tornare ai massimi livelli mondiali. La partita di martedì rappresenta un banco di prova cruciale per dimostrare che questa squadra ha imparato a gestire l’ansia da prestazione che in passato è stata fatale.
La gestione del gruppo e il ruolo dei giovani
All’interno del gruppo, oltre ai reduci interisti come Nicolò Barella e Federico Dimarco – entrambi protagonisti per novanta minuti a Bergamo – c’è spazio anche per i giovani. Pio Esposito, entrato al 63’ al posto di Bastoni, rappresenta una delle carte interessanti per il futuro, anche se la sua presenza nella ripresa potrebbe essere più funzionale come cambio d’impatto che come titolare nella partita secca di Zenica. La sensazione che si respira a Coverciano è quella di un gruppo unito, consapevole dell’importanza storica dell’appuntamento. Si lavora con la massima concentrazione sui dettagli, dalle palle inattive alla gestione delle transizioni, perché in gare come queste è spesso l’episodio a fare la differenza. La Nazionale proseguirà la marcia d’avvicinamento con la consueta rifinitura prima della partenza, lasciando solo all’ultimo momento le scelte definitive su chi scenderà in campo dal primo minuto nella bolgia dello stadio Bilino Polje.




