Padova-Bari 1-1, un pareggio che non cambia la sostanza per i pugliesi di Longo
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Redazione Sport
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Un punto che sa di nulla, o forse di pochissimo, per chi rincorre la salvezza da posizioni che, con il passare delle settimane, si fanno sempre più complicate. Allo stadio Euganeo di Padova, la ventiseiesima giornata del campionato di Serie B regala un pareggio per uno a uno che, a conti fatti, lascia intatte le gerarchie in fondo alla classifica -1. Il Bari di Moreno Longo, tecnico tornato sulla panchina biancorossa a metà gennaio dopo l'esonero di Vincenzo Vivarini, riesce a reagire allo svantaggio iniziale, ma non va oltre l'undicesimo risultato utile consecutivo – se così si possono chiamare una serie di pareggi e sconfitte – che lo mantiene inchiodato al penultimo posto in solitaria, a quota ventidue punti -2-4. Dall'altra parte, il Padova, che pure aveva cominciato con piglio deciso la contesa, deve accontentarsi di un pari che, alla vigilia, sulla carta poteva forse starci, ma che nella disamina dei novanta minuti finisce per assumere i contorni di un'occasione perduta, viste le tante occasioni costruite e non concretizzate.
La partita si mette in discesa per i padroni di casa già dopo un quarto d'ora. È il tredicesimo minuto, infatti, quando sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Buonaiuto, la sfera arriva a Di Mariano, il quale, pescato libero al limite dell'area, non ci pensa due volte e batte al volo Cerofolini, firmando il suo primo centro in maglia biancoscudata -5-10. Un avvio di match che promette ben altre soddisfazioni per i veneti, i quali continuano a spingere e sfiorano il raddoppio con Bortolussi, fermato solamente da un intervento prodigioso del portiere ospite -1. Il Bari, dal canto suo, fatica a trovare la misura del campo e a impensierire Sorrentino, ma trova la forza di restare in partita e di sfruttare l'unico vero lampo del primo tempo. Al primo minuto di recupero, infatti, Cavuoti confeziona un assist per Piscopo, che di destro al volo non lascia scampo al portiere avversario e ristabilisce la parità proprio allo scadere, complice forse anche un black-out della difesa di casa -1-5.
Nella ripresa, l'inerzia della gara sembra cambiare leggermente di sponda, con i pugliesi che appaiono più intraprendenti e vanno vicini al vantaggio in più di un'occasione, specialmente con Rao, le cui conclusioni però non sortiscono l'effetto sperato -1. Il Padova, dal canto suo, non sta a guardare e colpisce una traversa con Buonaiuto, in una fase di gara in cui entrambe le squadre sembrano poter trovare la giocata vincente -1. Il finale è un vero e proprio crescendo di emozioni, con i biancorossi che spingono alla disperata ricerca del colpo grosso: all'ottantanovesimo minuto, Cuni, entrato dalla panchina, svetta di testa e costringe Sorrentino a un intervento decisivo che nega la gioia del gol ai suoi -1-10. Finisce così, con un punto a testa che, al di là del risultato maturato sul campo, lascia inalterato il divario in classifica tra le due contendenti, con il Padova fermo a quota trenta e il Bari sempre a meno tre dalla quartultima, la Virtus Entella, che nel frattempo è stata travolta in casa dal Catanzaro -1-6.
Longo e l'analisi di una prestazione che non basta
Nel dopo gara, il tecnico dei pugliesi, Moreno Longo, si presenta in sala stampa con un atteggiamento che prova a essere costruttivo, nonostante la consapevolezza che la strada verso la salvezza resta in salita. Le sue parole, raccolte dai cronisti presenti all'Euganeo, tradiscono una certa ambivalenza: da un lato, la soddisfazione per la reazione mostrata dai suoi ragazzi dopo essere andati sotto, e per aver retto l'urto contro una squadra che, sulla carta, partiva con il favore del pronostico; dall'altro, la delusione per non essere riusciti a portare a casa l'intera posta, in una fase della stagione in cui ogni singolo punto ha un peso specifico enorme. “Oggi dovevamo dare un segnale e credo che abbiamo reagito e siamo stati squadra”, ha esordito l'allenatore, sottolineando come l'approccio alla partita, nonostante la pressione della classifica, sia stato quello giusto, almeno per larghi tratti del secondo tempo. “Per la classifica il bicchiere è mezzo vuoto, per quello che abbiamo messo in campo mezzo pieno”, ha aggiunto Longo, fotografando con efficacia il sentimento di una squadra che prova a trovare conforto nelle prestazioni, ma che sa di dover fare i conti con una graduatoria che parla chiaro.
L'analisi di Longo si sofferma poi su alcuni episodi e sulle scelte tattiche, evidenziando come la squadra abbia provato a rimanere in partita e a sfruttare le fasce, con giocatori come Dorval e Rao, chiamati a fornire qualità e imprevedibilità -3. Rispetto al giovane attaccante, in particolare, l'allenatore ha invitato alla calma, sottolineando che su di lui non vanno caricati pesi eccessivi, perché la sua freschezza e la sua spensieratezza devono essere un valore aggiunto, non un'ansia da prestazione -8. "Ci è mancata la stoccata per portare i tre punti", ha ammesso il mister, elogiando comunque l'ordine mostrato dalla squadra nei momenti di difficoltà e la crescita di elementi come Piscopo, che dopo un avvio in sordina ha saputo prendere le misure e farsi trovare pronto sul gol del pareggio -3. Unico neo, forse, la poca lucidità sotto porta in alcuni fr frangenti, ma anche la consapevolezza che, in una lotta per non retrocedere, l'aspetto mentale finisce per condizionare anche le scelte più semplici. “Nella nostra posizione tutto è complicato”, ha concluso Longo, ribadendo però la sua fede nella possibilità di compiere l'impresa, a patto di mantenere questa continuità di prestazioni e di restare dentro le partite fino alla fine -8.
Un'Euganeo amara e un pari che sa di occasione persa
Dall'altra parte dello spogliatoio, il clima non è certo più esaltante. Il Padova, infatti, non riesce a dare una svolta al proprio campionato e si ritrova a fare i conti con un pareggio che, alla vigilia, poteva forse essere messo in conto, ma che alla luce di quanto visto in campo assume i contorni di un'occasione mancata. I biancoscudati partono fortissimo, trovano il gol con Di Mariano al termine di uno schema ben provato in settimana e sembrano avere il pieno controllo delle operazioni, salvo poi spegnersi proprio sul più bello e subire il pareggio a ridosso dell'intervallo. Nella ripresa, la paura di perdere prende il sopravvento, e la squadra di casa non riesce più a esprimere quel calcio propositivo e brillante mostrato nei primi quarantacinque minuti. Il risultato finale, un uno a uno che non accontenta nessuno, lascia i veneti con l'amaro in bocca e con la consapevolezza che la salvezza diretta, ora, si allontana sempre di più, complice anche il successo del Catanzaro e la concomitante sconfitta dell'Entella, che tengono la zona calda a debita distanza. Un pomeriggio non semplice, quello vissuto dai tifosi di casa, che hanno visto la propria squadra sciogliersi come neve al sole dopo un avvio sprint, e che ora devono fare i conti con una classifica che non sorride e con un finale di stagione tutto in salita.
La sensazione, camminando nei corridoi dell'Euganeo a fine partita, è quella di un'occasione sprecata. Per il Padova, che aveva il match in pugno e non è riuscito a chiuderlo; per il Bari, che pure ha lottato e sfiorato il colpaccio nel finale, ma che continua a raccogliere meno di quanto forse seminerebbe. La classifica, si sa, è una scienza esatta, e quella dei pugliesi parla di ventidue punti in ventisei partite, un bottino misero per chiunque aspiri a mantenere la categoria. E se Longo cerca di infondere coraggio e di lavorare sull'aspetto mentale, la realtà dei fatti è che il tempo per invertire la rotta comincia a scarseggiare. Le partite che contano, quelle che valgono doppio, sono ormai alle porte, e ogni domenica che passa senza una vittoria rischia di allungare ulteriormente quella lista di "vorrei ma non posso" che, a fine anno, si trasforma puntualmente in un triste verdetto.




