Bari, la panchina a Longo e il ritorno di Di Cesare come direttore sportivo
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Redazione Sport
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La sconfitta interna contro la Juve Stabia, che ha lasciato i galletti con un punteggio di zero a uno, ha rappresentato l’ultimo, decisivo, capitolo di una gestione mai veramente decollata. Vincenzo Vivarini, subentrato a Fabio Caserta dopo un precedente esonero dal Pescara nella stessa stagione, ha così concluso il proprio ciclo alla guida tecnica del Bari con un bilancio, a dir poco, negativo: zero vittorie, quattro pareggi e altrettante sconfitte in otto partite, un cammino che ha fatto sprofondare la squadra al penultimo posto della classifica. Contestualmente all’esonero dell’allenatore, la società ha reso noto anche il licenziamento del direttore sportivo Giuseppe Magalini, segnando una cesura netta nella gestione dell’area tecnica e aprendo, di fatto, una fase totalmente nuova.
La svolta con la nomina dell’ex capitano
A ricoprire il ruolo di direttore sportivo, con immediata effettività, è stato chiamato Valerio Di Cesare, il quale, dopo aver svolto la funzione di vice dalla stagione 2024-2025, assume ora la piena responsabilità della guida tecnica. Si tratta di una figura storica per il club pugliese, considerato un punto di riferimento per la squadra e per la tifoseria dopo aver collezionato, nel corso degli anni, ben 235 presenze e ventuno reti con la maglia biancorosso. La sua nomina, dunque, non rappresenta soltanto un cambio gestionale ma simbolicamente un ritorno alle radici, un tentativo di ancorare la nave in tempesta a un’icona riconosciuta e rispettata, dalla quale ci si aspetta – è implicito – non solo competenza ma anche la capacità di trasmettere immediatamente identità e carattere a una rosa smarrita.
Il ritorno di Moreno Longo in un momento delicato
Poche ore dopo i comunicati ufficiali sugli esoneri, la società ha annunciato anche il nome del nuovo allenatore, il terzo di questa stagione travagliata: si tratta di Moreno Longo, un volto già noto perché aveva già guidato la squadra tra il 2024 e il 2025, prima di essere a sua volta esonerato poco prima dell’inizio del campionato corrente. Atterrato a Bari nella mattinata seguente la rimozione di Vivarini, Longo si ritrova a dover gestire una situazione estremamente complicata, con la squadra relegata in penultima posizione e afflitta, oltre che da risultati scarsi, da una palese crisi di fiducia e di identità di gioco. Il suo compito, pertanto, va ben oltre la semplice preparazione tattica e dovrà necessariamente comprendere un lavoro di ricostruzione psicologica del gruppo, tentando di risvegliare quelle energie che, finora, sono parsa latitanti.
La sfida immediata per evitare il baratro
La scelta di riportare Longo, insieme all’investitura di Di Cesare, delinea una strategia chiara da parte della proprietà: puntare su personalità che già conoscono l’ambiente, la città e le sue dinamiche, nella speranza che questa familiarità possa accelerare un processo di risalita che non ammette ulteriori ritardi. Il cosiddetto "blue monday" dei tifosi, tra l’incubo di una retrocessione sempre più concreta e la flebile speranza di una reazione, trova ora una risposta in questo duplice ritorno. Resta da vedere se l’affiatamento tra il nuovo direttore sportivo, simbolo della storia recente del club, e l’allenatore, che non è un estraneo, riuscirà a trasferire in campo quella solidità e quell’aggressività finora invano cercate, invertendo una rotta che, al momento, punta dritta verso la Serie C.




