Bari, panchina affidata ancora a Longo. La squadra cambia volto
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Redazione Sport
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La notte di domenica, tra gli uffici romani della Filmauro e lo stadio San Nicola di Bari, si è chiuso un cerchio che pareva sigillato da mesi. Il Bari, infatti, ha compiuto una scelta che sa di ritorno al passato più prossimo, chiamando nuovamente a guidare la squadra Moreno Longo, l'allenatore esonerato alla fine della scorsa stagione ma che, nonostante quel clamoroso epilogo, rimaneva legato al club con un contratto valido fino al giugno del 2026. Una decisione presa all'indomani della sconfitta interna contro la Juve Stabia, una partita in cui i biancorossi non hanno nemmeno prodotto un tiro in porta, segnando forse il punto più basso di una stagione che, dalle ambizioni playoff di qualche mese fa, si è rapidamente trasformata in una lotta per la salvezza.
Il doppio esonero e i colloqui romani
La mossa, come spesso accade in questi casi, non è stata isolata. A fare le spese della nuova rivoluzione tecnica, la seconda dall'inizio di questo campionato, sono stati l'allenatore Vincenzo Vivarini e il direttore sportivo Giuseppe Magalini, il cui rapporto con la società si è interrotto contestualmente. Tutto è stato definito dopo una giornata fitta di incontri, iniziati nella serata di sabato a Bari, con il presidente Luigi De Laurentiis, e proseguiti poi a Roma nella domenica, dentro il quartier generale della proprietà. Un iter rapido, che ha messo fine a un'esperienza durata solo sei mesi, dimostrando quanto la situazione in classifica, ormai critica, abbia spinto verso un cambio netto di rotta.
La sfida immediata per il nuovo (vecchio) tecnico
Longo, quindi, si ritrova oggi sulla panchina che aveva lasciato, con l'obiettivo chiaro e immediato di risollevare le sorti di una squadra che naviga nelle zone pericolose della classifica. Il compito, ben diverso da quello che gli era stato affidato in estate, non sarà semplice: dovrà riaccendere un motore che sembra inceppato, trovando in fretta sintonia con un gruppo che, nel frattempo, è stato plasmato da altri. La proprietà, dal canto suo, punta tutto sulla conoscenza che l'allenatore ha dell'ambiente e di una parte del roster, sperando che questo possa abbreviare i tempi di un recupero assolutamente necessario.
Il riassetto interno dopo l'addio a Magalini
L'addio a Magalini, di conseguenza, apre un altro fronte decisivo per la gestione del mercato e della squadra. La società dovrà ora riorganizzare l'area tecnica in tempi strettissimi, dato che il calciomercato invernale è già aperto. Si tratta di un passaggio delicatissimo, perché la costruzione di una rosa in grado di lottare per la salvezza dipenderà proprio dalle scelte che verranno fatte nelle prossime settimane. Un'eredità pesante, quella lasciata dall'ultimo risultato, che impone scelte rapide e oculate per tentare di raddrizzare una stagione che, fino a questo momento, ha deluso tutte le aspettative.




