Trump e la guerra dei dazi: annunci, retromarce e un piano che divide il mondo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La politica commerciale di Donald Trump continua a generare caos, tra proclami, smentite e modifiche dell’ultimo minuto. Quello che doveva essere un atto di forza, la cosiddetta "dichiarazione di indipendenza economica" degli Stati Uniti, si sta rivelando un percorso a ostacoli, con continui aggiustamenti che lasciano incertezza tra i mercati e i Paesi coinvolti. Al momento, sono in vigore dazi del 10% su quasi tutte le importazioni, oltre a misure settoriali più aggressive, come quelle su acciaio, alluminio e automobili, e una tariffa del 145% sulla Cina.

Dietro questa apparente confusione, però, c’è una strategia precisa. I numeri del deficit federale statunitense, che nel 2024 ha sfiorato 1,8 trilioni di dollari, insieme a un disavanzo commerciale superiore ai 3 trilioni, spiegano in parte la mossa di Trump. L’obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza dalle importazioni e recuperare risorse attraverso i dazi, anche se finora le entrate fiscali da queste misure sono state relativamente modeste: appena 77 miliardi, lontani dai 600 ipotizzati dal presidente con la sua "World War Fee".

La situazione più critica riguarda i rapporti con Pechino. Dopo mesi di escalation, il commercio tra i due giganti è ormai paralizzato: gli Stati Uniti applicano una tariffa del 145%, la Cina risponde con il 125%. Un blocco che pesa non solo sulle economie dei due Paesi – lo scorso anno gli scambi hanno raggiunto i 585 miliardi – ma anche sul resto del mondo, costretto ad affrontare almeno tre mesi di instabilità.

Fabrizio Pagani, esperto di politica economica, osserva come "l’ideologia di Trump si scontri con la realtà dei mercati". L’ultimo dietrofront del presidente, che ha sospeso per 90 giorni i dazi verso alcuni Paesi, dimostra la difficoltà di applicare misure così drastiche senza conseguenze. Intanto, l’Europa e altre nazioni cercano di capire come muoversi in uno scenario in continua evoluzione, dove ogni annuncio può essere ribaltato nel giro di poche ore.

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