Convalidati gli arresti per l'agguato al fratello di Pisacane, mentre prosegue la caccia agli altri indagati
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il gip di Pescara Giovanni de Rensis ha convalidato senza indugi il fermo di polizia, notificato dalla Squadra Mobile di Napoli con il supporto dei colleghi abruzzesi, trasformandolo in custodia cautelare in carcere per due uomini, rispettivamente di 24 e 29 anni, sospettati di aver ferito a colpi di pistola Gianluca Pisacane. L’agguato, che ha scosso i Quartieri Spagnoli nelle ore piccole del 3 gennaio, si è consumato dinanzi al locale gestito dallo stesso fratello dell’allenatore del Cagliari, Fabio Pisacane, il quale – va ricordato – non è coinvolto nei fatti. I due, che ora affrontano le accuse, molto gravi, di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco in luogo pubblico, erano stati bloccati poche ore dopo i colpi esplosi, una circostanza dovuta non all’immediatezza delle indagini ma a un evento imprevisto: durante la fuga verso nord, infatti, la loro vettura ha avuto un incidente sulla strada ghiacciata nei pressi di Montesilvano, in provincia di Pescara, un sinistro dal quale sono usciti con ferite che non hanno però impedito l’identificazione e l’immediato fermo.
La dinamica giudiziaria dopo l'incidente stradale
Proprio in Abruzzo, dove il caso è approdato per ragioni di competenza territoriale legate all’arresto, il giudice de Rensis ha quindi esaminato la posizione dei due, stabilendo che sussistono le pesanti condizioni necessarie per la custodia in istituto di pena. La decisione del magistrato, la quale evita qualsiasi rischio di inquinamento probatorio o di fuga, arriva dopo un’attenta valutazione degli elementi raccolti dagli investigatori, che parlano di un’aggressione armata le cui motivazioni sono ancora oggetto di accertamento. Gli atti del procedimento, come prevede la legge, sono stati già trasmessi alle autorità giudiziarie di Napoli, dove si terrà una nuova e distinta udienza di convalida, un passaggio formale ma cruciale che trasferirà definitivamente il fascicolo nel distretto dove il reato è stato commesso.
Il quadro investigativo si allarga
Mentre i due fermati affrontano le conseguenze delle loro azioni, restando in attesa del processo dietro le sbarre, le forze dell’ordine non hanno abbassato la guardia. L’inchiesta, coordinata dalla procura di Napoli, procede a ritmo serrato e non si esclude che il numero delle persone coinvolte possa essere superiore. Gli investigatori, i quali stanno vagliando ogni possibile movente e ricostruendo meticolosamente le ore che hanno preceduto e seguito la sparatoria, sono alla ricerca di almeno altri tre indagati, ritenuti forse complici o mandanti dell’agguato. Una caccia che si concentra ancora una volta nell’area napoletana, dove le piste da seguire sembrano molteplici e dove il ferimento di Gianluca Pisacane ha lasciato un’onda di inquietudine.
Un episodio di violenza che interroga il contesto
L’episodio, per quanto circoscritto nella sua dinamica esecutiva, solleva interrogativi più ampi sulla tenuta del tessuto sociale in certe zone della città, dove la risoluzione di contenziosi – di natura commerciale, personale o di altra matrice – sembra talvolta affidata alla logica della violenza e delle armi. La magistratura, per parte sua, ha mostrato di voler agire con la massima fermezza, come dimostra la prontezza nel convalidare gli arresti e nel disporre la carcerazione, una scelta che manda un segnale preciso sulla gravità di atti simili. La vicenda giudiziaria, dunque, è solo all’inizio e i prossimi sviluppi investigativi saranno determinanti per fare piena luce su un agguato che ha rischiato di avere un esito ben più tragico.




