Israele colpisce la Siria dopo il ritiro delle truppe da Sweida, Netanyahu: "Cessate il fuoco imposto con la forza"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un nuovo raid israeliano ha colpito la periferia di Sweida, città siriana a maggioranza drusa, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale Sana. L’attacco, rivendicato da Israele, arriva poche ore dopo il ritiro notturno delle forze governative siriane dalla zona, teatro negli ultimi giorni di violenti scontri tra miliziani drusi, tribù beduine e l’esercito di Damasco, che avrebbero causato quasi 600 vittime secondo un’Ong locale.

"Gli aerei di occupazione israeliani hanno effettuato un raid alla periferia di Sweida", ha denunciato Sana, senza fornire ulteriori dettagli sui danni o le vittime. L’intervento rientra in quella che il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha definito una strategia di "cessate il fuoco ottenuto con la forza". In un videomessaggio, Netanyahu ha rivendicato gli attacchi aerei contro "bande di assassini e veicoli armati", nonché un’incursione mirata al ministero della Difesa siriano a Damasco. "Come risultato di questa potente azione, è stato stabilito un cessate il fuoco e le forze siriane si sono ritirate", ha aggiunto.

La crisi a Sweida era esplosa martedì scorso, quando decine di drusi israeliani avevano varcato il confine per unirsi ai combattimenti tra milizie druse locali, gruppi beduini e l’esercito di Damasco, in uno scontro che in poche ore aveva lasciato sul terreno oltre 300 morti. L’intervento dell’esercito israeliano, che ha colpito anche il palazzo presidenziale siriano, ha segnato una brusca escalation in un’area già destabilizzata da anni di conflitto.

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