La supplente taglia i capelli a due alunne: «Per spiegare il riassunto»
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Redazione Interno
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L’episodio, che ha dell’incredibile anche per chi ha trascorso decenni tra i banchi di scuola, si è consumato in una classe di terza media dell’istituto Bellini di Mestre, sezione staccata del comprensivo statale «Lazzaro Spallanzani». Un’insegnante supplente di italiano, di fronte agli occhi di tutti gli studenti, ha estratto delle forbici e tagliato alcune ciocche di capelli a due alunne, scatenando un’ondata di sconcerto che ha presto varcato i cancelli dell’edificio. Il pretesto, a dir poco grottesco, sarebbe stato un tentativo di semplificare le istruzioni per un compito domestico: dopo la domanda di una studentessa su quante righe dovesse essere il riassunto assegnato, la docente avrebbe voluto «mettere un segno tangibile» al concetto di lunghezza, giustificando poi il gesto con la volontà di abbassarsi al loro livello per farsi comprendere meglio.
La dinamica e la giustificazione dell’insegnante
Secondo le prime verifiche interne, avviate immediatamente dalla dirigente scolastica, la professoressa non avrebbe negato l’accaduto; anzi, lo ha confermato ammettendo di aver «esagerato». Dal suo punto di vista, quello che per i genitori e per gli altri alunni appare come un atto umiliante e inspiegabile, sarebbe stato un modo disperato – e maldestro – per rendersi chiara. «Ho cercato di farmi capire meglio», avrebbe spiegato nel corso dei primi colloqui informali, sostenendo che il riassunto richiedeva una sintesi precisa e che il taglio fisico delle ciocche, di una decina di centimetri ciascuna, rappresentasse una metafora diventata, suo malgrado, realtà. La sua versione, però, non ha placato lo sdegno: l’intera classe ha assistito alla scena, e alcune studentesse hanno raccontato a casa l’accaduto con le lacrime agli occhi.
Le reazioni dei genitori e l’indagine interna
I genitori, venuti a conoscenza del fatto attraverso il racconto diretto delle figlie, si sono subito mobilitati. Quello che li agita maggiormente, al di là dell’episodio in sé, è un dettaglio non secondario: questa stessa supplente risulta essere la figura che dovrebbe accompagnare i ragazzi all’esame di terza media, il primo importante rito di passaggio nel percorso scolastico. «Non possiamo accettare che chi taglia i capelli per spiegare un riassunto sia poi la persona incaricata di valutare i nostri figli in un momento così delicato», ha dichiarato in forma privata uno dei rappresentanti, mentre la scuola – per il momento – ha scelto la linea del silenzio pubblico. La dirigente, invece, ha già avviato un’indagine interna per ricostruire minuziosamente i fatti, sentire i testimoni (i compagni di classe) e acquisire eventuali filmati o fotografie scattate con i cellulari.
I possibili risvolti disciplinari
Il gesto della supplente, che alcuni colleghi hanno definito «un grave scivolone pedagogico», potrebbe costarle la sospensione dall’insegnamento. L’istituto comprensivo, dopo aver completato l’istruttoria, trasmetterà gli atti all’ufficio scolastico provinciale per le valutazioni del caso. Dal punto di vista legale, al di là del procedimento disciplinare interno, non si esclude che i genitori delle due alunne possano sporgere denuncia per lesioni personali o atti persecutori, anche se il taglio di una ciocca, seppur traumatico sul piano emotivo, non costituisce di per sé una lesione fisica rilevante. Resta il nodo di un’autorità educativa tradita: quella stessa mano che dovrebbe guidare nella comprensione di un testo, ha impugnato le forbici. E ora, mentre la dirigente cerca di fare chiarezza, l’ombra di un gesto inspiegabile continuerà a pesare su quell’aula di Mestre.




