La morte di James Van Der Beek, l‘addio dell’amico Alfonso Ribeiro e la generosità di Spielberg

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il mondo dello spettacolo piange la scomparsa di James Van Der Beek, l'attore simbolo di Dawson‘s Creek, venuto a mancare all’età di 48 anni dopo aver combattuto per quasi due anni contro un cancro al colon-retto. La notizia, diffusa dalla famiglia attraverso un post sul suo profilo Instagram mercoledì 11 febbraio, ha scatenato un‘ondata di commozione tra colleghi e fan, ma anche, come spesso accade in questi casi, qualche imbarazzante equivoco. Durante un noto programma radiofonico mattutino, la conduttrice Ashley Roberts, ex Pussycat Dolls, ha infatti annunciato la scomparsa confondendo il cognome dell’attore con quello del centenario Dick Van Dyke, ancora in vita e vegeto. Un errore, il suo, prontamente corretto in diretta dai colleghi Amanda Holden e Jamie Theakston, che ha per un attimo spostato l’attenzione dalla figura dell'attore scomparso per finire al centro di una movimentata discussione sui social media -4.

Lontano da questi fragori mediatici, il dolore più autentico si è manifestato nei gesti privati degli amici più cari. Alfonso Ribeiro, noto al grande pubblico per il ruolo di Carlton in * Willy, il principe di Bel-Air*, ha voluto condividere con i suoi follower un‘immagine di straordinaria intimità e potenza emotiva. Lo scatto, realizzato dalla moglie di Van Der Beek, Kimberly, li ritrae distesi sullo stesso cuscino, in un abbraccio che sembra sospendere il tempo. “È stata scattata pochi minuti prima che gli dessi il mio ultimo addio”, ha raccontato Ribeiro nel post che accompagna la fotografia. “La mia ultima cosa è stata farlo ridere un’ultima volta. Mi manca già tantissimo” -2-10. Un legame, il loro, che andava ben oltre la semplice amicizia professionale, tanto che Van Der Beek aveva voluto l’amico come padrino di sua figlia Gwendolyn, un ruolo che Ribeiro ha promesso di onorare come uno dei più importanti della sua vita.

La macchina della solidarietà e il gesto di Spielberg

Mentre la notizia della morte faceva il giro del mondo, si è attivata immediatamente una poderosa macchina di solidarietà per sostenere la moglie Kimberly e i loro sei figli. Le lunghe e costose cure per il cancro avevano infatti prosciugato le risorse economiche della famiglia, lasciandoli in una situazione di estrema difficoltà. È stata così lanciata una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe, un appello che ha rapidamente superato ogni aspettativa, raggiungendo in meno di 48 ore la cifra di due milioni di dollari, ben oltre l'obiettivo iniziale -3-10. Tra i tantissimi donatori, alcuni nomi hanno brillato per la loro generosità e il loro significato simbolico. In molti hanno notato una donazione di 25mila dollari da parte di Steven Spielberg e di sua moglie Kate Capshaw.

Un gesto, quello del celebre regista, che assume un valore quasi poetico se si considera il ruolo centrale che il suo nome ha avuto nella finzione scenica di Dawson‘s Creek. Il personaggio interpretato da Van Der Beek, il giovane Dawson Leery, sognava infatti di diventare un regista proprio come Spielberg, suo idolo assoluto, e la sua stanza era tappezzata di poster dei suoi film -3. Lo stesso Spielberg, lo scorso settembre, aveva registrato un videomessaggio per una serata di beneficenza in onore dell’attore, durante la quale il cast della serie si era riunito per una lettura dal vivo dell’episodio pilota. A quella serata, Van Der Beek non aveva potuto partecipare fisicamente a causa dell'aggravarsi delle sue condizioni, ma era apparso in un video commovente per ringraziare i fan. Oltre a Spielberg, anche Zoe Saldaña ha mostrato una sensibilità fuori dal comune, impegnandosi con una donazione mensile di 2.500 dollari, mentre il regista Jon M. Chu ha versato 10mila dollari -3-10.

Oltre Dawson‘s Creek, una carriera tra autocoscienza e ironia

Per un’intera generazione, James Van Der Beek è stato e resterà Dawson Leery, l'adolescente sognante e imbranato alle prese con amori e amicizie nella fittizia cittadina di Capeside. La serie, andata in onda per sei stagioni dal 1998 al 2003, lo ha proiettato nell'olimpo dei teen idoli, un'etichetta dalla quale lui stesso ha cercato più volte di emanciparsi. Tuttavia, a differenza di molti suoi colleghi, Van Der Beek ha saputo farlo con intelligenza e autoironia, giocando spesso e volentieri sulla sua stessa immagine. Memorabile la sua partecipazione al video musicale Blow di Kesha o la parodia del celebre meme che lo vedeva piangere in una scena del terzo stagione della serie, un loop di pochi secondi che, come lui stesso ebbe a lamentarsi, finì per riassumere sei anni di lavoro -1-8.

Lontano dai riflettori di Capeside, la sua carriera è proseguita tra alti e bassi, ma sempre all‘insegna di una ricerca artistica personale e talvolta coraggiosa. Dal film Varsity Blues del 1999, in cui interpretava un quarterback in rivolta contro l’opprimente cultura del football texano, a ruoli più maturi in serie come CSI: Cyber o la folgorante e breve esperienza in *Don't Trust the B---- in Apartment 23*, dove interpretava una versione esagerata e narcisista di sé stesso -1-8. Gli ultimi impegni professionali, portati a termine nonostante la malattia, testimoniano una volontà creativa inesauribile: la partecipazione a The Masked Singer nel 2025 e le riprese della serie Elle, prequel de La rivincita delle bionde in cui interpreta il sovrintendente scolastico Dean Wilson, in uscita su Prime Video il prossimo luglio -7-9. Lascia la moglie Kimberly, sposata nel 2010 dopo un fulmineo corteggiamento iniziato in Israele, e i loro sei figli, una famiglia costruita con la stessa intensità e passione che ha sempre messo in ogni suo progetto.

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