Il diavolo veste Prada 2, set a Brera tra segreti e l'attesa per Meryl Streep

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Le riprese de "Il diavolo veste Prada 2" hanno trasformato il cortile d'onore dell'Accademia di Brera in un presidio hollywoodiano, blindato e avvolto da un'aura di riserbo che le centinaia di curiosi, ammassati oltre le transenne, tentano invano di scalfire. L'attenzione, che si concentra soprattutto sulla speranza di intravedere Meryl Streep, viene puntualmente delusa da un apparato di sicurezza meticoloso, il quale filtra ogni accesso e gestisce le comparse – una trentina di modelle altissime e giovanissime – con protocolli che esigono il massimo della discrezione. Una di loro, intercettata per un attimo fuggendo via dal backstage, si è limitata a un laconico «Non posso dire niente», incarnando quella politica del silenzio che sembra essere la vera divisa del set.

Le condizioni per entrare nel film

La macchina organizzativa, come riportato, ha reclutato le figure di contorno con modalità inaspettate, basate su chiamate all'ultimo minuto e su un compenso di cento euro al giorno per ciascuno. A taluni è stato imposto di presentarsi con la propria autovettura, che doveva essere "pulita e con il pieno", e di aderire a un dress code "non appariscente", dettagli che sottolineano la volontà di controllare persino gli elementi più marginali dell'ambiente, evitando qualsiasi interferenza con l'estetica voluta. Una regia, quella che sta dietro le quinte, che cura ogni minimo particolare per ricreare l'atmosfera esclusiva e spietata del mondo della moda già narrata nel primo film.

L'indiscrezione su Donatella Versace

Proprio mentre la città iniziava a familiarizzare con l'insolita presenza del Duomo sullo sfondo di una produzione tanto attesa, le indiscrezioni hanno subito una brusca accelerazione con l'avvistamento di Donatella Versace sul set. La stilista, il cui nome è da poco associato a un nuovo ruolo di ambassador dopo un lungo periodo di direzione creativa, è stata infatti immortalata per le strade milanesi, accanto ad Anne Hathaway; un'immagine che, circolando rapidamente, ha alimentato l'ipotesi di un suo coinvolgimento diretto nella pellicola. Se nel titolo originale è Prada a "vestire il diavolo", le voci suggeriscono che sia invece Versace, in questa occasione, a scendere a patti con la narrazione cinematografica.

La macchina da set non si ferma

Le riprese, che si protrarranno ancora per qualche giorno, continuano a generare un fermento che travalica la semplice cronaca di un'opera in lavorazione, trasformandosi quasi in un metafilm i cui protagonisti, oltre ai personaggi di finzione, sono i dettagli logistici, gli appostamenti e le fughe di immagini. La presenza confermata di Anne Hathaway nel ruolo di Andy Sachs e di Meryl Streep in quello di Miranda Priestley, insieme ad altri componenti del cast storico, garantisce continuità con la pellicola che ha segnato un'epoca, mentre l'arrivo di figure iconiche del fashion system come Donatella Versace aggiunge un ulteriore, potente strato di realismo e di fascino a un'operazione che Milano sta vivendo con un misto di stupore e di partecipazione.

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