Il Nikkei vola sui massimi storici, ma l’Asia frena tra petrolio e tensioni in Hormuz
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Redazione Economia
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La riapertura di Tokyo dopo la pausa della Golden Week ha consegnato agli investitori un Nikkei 225 in territorio inesplorato, con il principale indice giapponese che ha aggiornato al rialzo i propri record storici già dai primi scambi. Un movimento, quest’ultimo, alimentato principalmente dalla corsa internazionale dei titoli legati all’intelligenza artificiale: un rally al quale i mercati nipponici, rimasti chiusi per diversi giorni festivi, non avevano ancora avuto modo di reagire. E la reazione, una volta aperte le contrattazioni, si è rivelata tanto immediata quanto violenta, almeno per alcuni big della piazza finanziaria di Tokyo. SoftBank, per fare un esempio concreto, ha messo a segno un balzo superiore al 18%, toccando così il suo maggior rialzo giornaliero dal lontano 2020. Un segnale potente, se si considera che la holding tecnologica giapponese è spesso vista come un termometro delle aspettative sull’intero comparto dell’innovazione digitale.
L’ombra del petrolio e lo stallo dei listini cinesi
Tuttavia, l’entusiasmo nipponico non ha contagiato il resto del continente, anzi. A spegnere gli entusiasmi ci hanno pensato due fattori convergenti: il rincaro delle materie prime energetiche e il ritorno di una tensione geopolitica che molti davano per rientrata. Le borse cinesi, in particolare, hanno chiuso la settimana in negativo – con Hang Seng in calo dell’1,2% e Shanghai appena sotto la parità, allo 0,2% – proprio mentre i prezzi del petrolio riprendevano a salire. Il Wti è tornato a quotare 97 dollari al barile, mentre il Brent ha superato la soglia psicologica dei 101 dollari. Un’impennata, questa, che trova la sua ragione più profonda negli ultimi sviluppi dello Stretto di Hormuz, dove si è consumato l’ennesimo, pericoloso scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran. Nonostante il presidente americano Donald Trump – che siede alla Casa Bianca da più di un anno, dopo la sua rielezione – abbia dichiarato che il cessate il fuoco è «ancora in vigore», la realtà dei fatti racconta una tensione in costante escalation.
Il fermo della petroliera e le ripercussioni sui mercati europei
La cronaca, in questo caso, è fatta di azioni più che di parole. I media iraniani, difatti, hanno riportato la notizia del sequestro, da parte della marina dei Pasdaran, di una petroliera nel corso di quella che è stata definita «un’operazione speciale». Un gesto che, di fatto, ha vanificato ogni tentativo di distensione e ha rimesso in discussione la già fragile tregua nella regione. E l’effetto domino non si è fatto attendere: le borse europee, a metà dell’ultima seduta settimanale, hanno mostrato evidenti segni di debolezza, condizionate proprio dalle nuove schermaglie nel Golfo. A Milano, il prezzo del petrolio ha continuato a salire – un dettaglio che gli operatori monitorano con attenzione – mentre gli indici continentali faticavano a trovare una direzione chiara. In questo contesto di incertezza, un controcanto però arriva dagli Stati Uniti: i futures sul Nasdaq viaggiavano positivi dello 0,3%, segno che la fiducia nel comparto tecnologico e nell’IA rimane, per ora, un argine alle paure geopolitiche.
Lo yen sotto pressione e la scommessa di Vanguard
A complicare ulteriormente il quadro asiatico c’è poi una mossa che ha dell’eccezionale: il gigante degli investimenti Vanguard è andato short sullo yen, spingendo le proprie previsioni fino a un cambio di 170 contro il dollaro. Una scommessa ribassista di non poco conto, che riflette la convinzione di un indebolimento strutturale della valuta giapponese nonostante i recenti interventi verbali delle autorità di Tokyo. Di fatto, mentre il Nikkei toccava i massimi spinto dalle parole magiche “intelligenza artificiale”, la moneta locale continuava a subire pressioni, creando un inedito dualismo tra la solidità dei prezzi azionari e la fragilità dei cambi. È in questo scenario, del resto, che va letta anche la cautela degli altri listini asiatici: Hong Kong in calo dell’1%, un time.(Il Sole 24 Ore Radiocor)




