Bra, la giovane universitaria: «Mi sono finta morta durante lo stupro da parte dei tre calciatori»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La sera del 30 maggio 2025, a Bra, la promozione in Serie C della squadra locale diventava il pretesto per una festa che, nei fatti ricostruiti dalla procura, avrebbe celato una delle pagine più cupe della cronaca giudiziaria sportiva. Una studentessa universitaria di Torino, allora ventenne, ha raccontato nel corso di un incidente probatorio celebrato ad Asti – e successivamente in un’intervista rilasciata a *La Stampa* – la propria versione degli eventi: un abuso sessuale di gruppo che avrebbe visto protagonisti tre calciatori, tutti oggi lontani dal Bra. «Sentivo le loro mani addosso, mi sono finta morta» ha dichiarato la ragazza, parole che rievocano una strategia di sopravvivenza disperata, quella di chi chiude gli occhi e trattiene il respiro nella speranza che l’aggressore smetta. La giovane, che studia medicina, ha aggiunto un dettaglio agghiacciante: ancora oggi, a distanza di quasi un anno, percepisce quelle mani sulla pelle, un ricordo che nessuna medicina riesce a cancellare.

Tre ex giocatori del Bra a processo per violenza di gruppo

Gli indagati – e ora accusati – sono Fausto Perseu, romano di 24 anni, oggi in forza al Giulianova; Alessio Rosa, 23 anni, di Tivoli, che milita nel Ligorna; e Jesus Christ Mawete, 21 anni, di Mondovì, passato al Livorno. La procura contesta loro l’ipotesi di violenza sessuale di gruppo, un reato che, se confermato in udienza, comporterebbe pene severe. Secondo la ricostruzione offerta dalla giovane, quel 30 maggio la serata tra amiche a Bra si trasformava in un incubo: dopo la festa per la promozione, i tre calciatori l’avrebbero aggredita, e l’intero rapporto sarebbe stato filmato. Le immagini, come riferito da *Repubblica*, sarebbero poi finite nella chat privata della squadra, accompagnate da un avvertimento eloquente: «Non girateli a nessuno». Un tentativo di blindare la prova, che invece diventerà il cardine dell’inchiesta.

La denuncia, il tentato suicidio e l’incidente probatorio

La ragazza, assistita dall’avvocato Luca Cavallo, ha trovato il coraggio di denunciare i fatti non immediatamente – e il peso psicologico è stato tale da spingerla a un gesto estremo, il tentato suicidio, come lei stessa ha rivelato. «Io trattata come un trofeo» ha detto nell’intervista, una frase che restituisce la percezione di essere stata oggettivata, ridotta a un premio da esibire. L’incidente probatorio – lo strumento che consente di cristallizzare la testimonianza della vittima prima del dibattimento – si è tenuto nei mesi scorsi ad Asti, e in quella sede la giovane ha ripetuto i dettagli con lucidità straziante. Ha parlato degli incubi, delle sensazioni tattili che ritornano a tradimento, della difficoltà a riprendere una vita normale, nonostante i farmaci e la terapia. Gli inquirenti stanno ora vagliando i riscontri tecnici, compresi i messaggi e i video sequestrati.

La dinamica dell’abuso e il peso delle chat di squadra

Secondo quanto emerso dalle indagini, la serata del 30 maggio 2025 non presentava all’apparenza segnali di pericolo: la città celebrava il salto di categoria, i locali erano pieni, e la giovane era in compagnia di amiche. L’incontro con i tre calciatori – all’epoca ancora tesserati per il Bra – avrebbe però preso una piega violenta. La ragazza ha descritto di essere stata bloccata, di non aver potuto opporre resistenza se non con l’unica arma rimastale: fingersi morta. Una reazione, spiegano i criminologi, che in alcune vittime si attiva quando ogni altra forma di difesa appare inutile. A rendere il caso ancora più inquietante è la circolazione del video nella chat di squadra: un atto che, se provato, trasformerebbe il gruppo di giocatori non in semplici spettatori ma in una rete di complicità silenziosa. La procura sta lavorando per identificare chi ha girato il filmato e chi lo ha diffuso, senza però anticipare ulteriori sviluppi.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.