Il Bra festeggiava la promozione, poi lo stupro di gruppo: tre calciatori a processo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un anno dopo quella serata che avrebbe dovuto rappresentare l’apice della gioia collettiva – il Bra, per la prima volta nella sua storia, saliva in Serie C – si apre il processo per un crimine che ha trasformato la festa in un incubo giudiziario. I fatti, accaduti tra il 30 e il 31 maggio del 2025, emergono ora da un faldone di atti che racconta di una violenza sessuale di gruppo consumatasi nella cittadina del Cuneese, con tre ex calciatori locali chiamati a rispondere dell’accusa. La vittima, una studentessa universitaria torinese di vent’anni, dopo il trauma ha tentato il suicidio, un dettaglio che gli inquirenti hanno custodito con la massima riservatezza nei fascicoli.

Le accuse e gli indagati

A finire sotto inchiesta, per violenza sessuale di gruppo, sono Fausto Perseu, 24 anni, romano, oggi tesserato per il Giulianova; Alessio Rosa, 23 anni, di Tivoli, attualmente attaccante nel Ligorna; e Christ Jesus Mawete, 21 anni, di Mondovì, centrocampista del Livorno. Per uno di loro – non viene specificato quale dai documenti ufficiali – si aggiunge anche l’accusa di revenge porn, un’aggravante che indica la diffusione non consensuale di immagini intime legate allo stesso episodio. I tre, all’epoca dei fatti, militavano nell’organico dell’AC Bra, e proprio quella notte partecipavano ai festeggiamenti per la promozione.

Il silenzio del club e le reazioni delle società

L’Associazione Calcio Bra ha rotto il silenzio soltanto nella giornata di oggi, venerdì 10 aprile, con un comunicato pubblicato sul sito ufficiale. «Nel rispetto dei principi di presunzione e di innocenza e con piena fiducia nella Magistratura – si legge nella nota – l’A.C. Bra si astiene da qualsiasi commento e giudizio sui fatti riportati, prendendo le distanze da ogni condotta e da episodi riferiti alla sfera privata delle persone coinvolte che, se accertati, meritano la più ferma condanna». Nessuna parola sulla vicenda specifica, nessun dettaglio su eventuali provvedimenti interni già presi all’epoca.

Più netta, invece, la presa di posizione del Giulianova Calcio 1924, società che oggi ha tra i suoi tesserati Fausto Perseu. «Prende atto delle notizie diffuse in queste ore dagli organi di stampa nazionali – si legge nella dichiarazione –. Nel rispetto della estrema delicatezza della vicenda e della indiscussa gravità delle tematiche coinvolte, la società intende esprimere con assoluta fermezza la propria totale condanna verso ogni forma di violenza, in qualsiasi contesto e sotto qualsiasi forma essa si manifesti e, maggiormente, quella sulle donne, che rappresenta una ferita inaccettabile e vergognosa per l'intera comunità civile». Un tono che segna una netta distanza dal comportamento del calciatore, senza però anticipare alcuna decisione disciplinare.

Lo sviluppo giudiziario e il processo

L’inchiesta, partita dopo la denuncia della giovane, ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio e ora il processo è ufficialmente aperto. I tre ex giocatori dovranno rispondere davanti al tribunale di Cuneo, dove gli atti raccolgono testimonianze, referti medici e le ricostruzioni della notte tra il 30 e il 31 maggio. La difesa dei calciatori non ha ancora depositato memorie difensive pubbliche, e il tribunale ha fissato le prime udienze nelle prossime settimane. La Procura, dal canto suo, mantiene il massimo riserbo sulle indagini supplementari, comprese quelle relative al tentato suicidio della studentessa, che ha richiesto un percorso di supporto psicologico.

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