Stretto di Hormuz rinominato “Stretto di Trump”: la provocazione che infiamma la tensione con l’Iran
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Redazione Esteri
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Il Pentagono, secondo fonti citate da agenzie internazionali, starebbe valutando il ritiro di circa cinquemila soldati dalla Germania, un movimento che – se confermato – ridisegnerebbe la postura militare americana in Europa proprio mentre il focus strategico di Washington sembra spostarsi sempre più verso il Medio Oriente. Da Teheran, intanto, filtra la convinzione che una nuova guerra con gli Stati Uniti non sia soltanto possibile, ma probabile: l’escalation, iniziata con le operazioni congiunte israelo-americane del 28 febbraio scorso, non accenna a diminuire. Il presidente Donald Trump, in un intervento in Florida riportato dalla Cnn, ha definito “un atto di tradimento” qualsiasi affermazione secondo cui gli Stati Uniti non starebbero “vincendo” il conflitto contro l’Iran. Una dichiarazione che segue la notifica formale dell’Amministrazione al Congresso, nella quale si dichiarano “terminate” le “ostilità” con la Repubblica Islamica.
Le acque contese e i pescatori di Khasab
Nel porto di Khasab, all’imboccatura dello Stretto di Hormuz, la vita scorre apparentemente lontana dai riflettori della diplomazia internazionale. I pescatori, ci racconta un reportage di Elia Milani, hanno appena finito di scaricare il pescato dalle loro barche – le tradizionali dhaw in legno – mentre noi osserviamo la scena prima di salire a bordo di una di esse. Uscendo dal porto, incontriamo motoscafi gialli e blu guidati da uomini dalla pelle arrostita dal sole: sono loro, gli scafisti delle cosiddette speed boat iraniane, a fare la spola tra l’Oman e l’Iran. Un traffico di piccoli natanti che sottolinea, paradossalmente, quanto quelle acque siano al tempo stesso vitali e pericolose. Perché è proprio lì, in quel braccio di mare largo in alcuni punti meno di cinquanta chilometri, che passa un terzo del petrolio mondiale via nave.
La mappa ribattezzata da Trump su Truth Social
Giovedì 30 aprile 2026, il presidente americano ha pubblicato sul suo profilo Truth Social un’immagine destinata a fare discutere. Si tratta di una mappa dello Stretto di Hormuz – già ribattezzato “Stretto di Trump” – con tanto di navi battenti bandiera statunitense che transitano liberamente attraverso il canale. Il tycoon, come riportato da un’agenzia russa (Tass) che cita una traduzione realizzata con il supporto dell’intelligenza artificiale dalla redazione di Opinione, sembra voler emulare le gesta dei grandi condottieri: “Si sente Napoleone”, hanno commentato più di un osservatore. Non è la prima volta, del resto, che Trump si diletta a rinominare le acque contese: dopo il Golfo del Messico trasformato in “Golfo d’America”, ecco che lo Stretto di Hormuz diventa un omaggio a se stesso.
Tra petroliere e bandiere a stelle e strisce
Nell’immagine diffusa dal presidente, le petroliere che solcano lo stretto sventolano la bandiera a stelle e strisce, un dettaglio che da solo racconta l’essenza della provocazione. L’Iran, che considera quelle acque come parte del proprio cortile strategico, ha già fatto sapere attraverso canali informali di non gradire affatto l’iniziativa. Ma la Casa Bianca, almeno per ora, non ha commentato ufficialmente l’accaduto. Quel che è certo è che la tensione nello Stretto di Hormuz – già altissima dopo le operazioni militari dello scorso febbraio – ha ricevuto un’iniezione di adrenalina in più. E mentre i pescatori di Khasab continuano a tirare su le reti all’alba, le speed boat iraniane incrociano con sempre maggiore frequenza le navi da guerra americane. Un equilibrio instabile, dove ogni gesto simbolico rischia di innescare la scintilla.




