Chat tra Ranucci e Lavitola, emergono buchi nei messaggi dopo l’attentato
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Redazione Interno
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Le chat tra Ranucci e Lavitola presentano alcuni buchi temporali emersi dall’analisi dei dispositivi sequestrati nell’inchiesta sull’attentato contro l’ex conduttore di Report avvenuto a Pomezia nell’ottobre 2025. Gli inquirenti della Procura di Roma stanno verificando la presenza di conversazioni mancanti nei periodi vicini all’episodio. Le lacune individuate nei telefoni cellulari e nei computer del faccendiere hanno aperto nuovi accertamenti per chiarire se parte degli scambi sia stata cancellata.
La verifica delle comunicazioni riguarda sia la fase precedente sia quella successiva all’attentato, per il quale Lavitola ha confessato di essere il mandante. Gli investigatori intendono approfondire le modalità con cui sono spariti alcuni segmenti delle conversazioni e stanno valutando anche il recupero dei messaggi intercorsi con gli esecutori materiali dell’azione. Le analisi tecniche sui dispositivi rappresentano un passaggio centrale dell’indagine, perché possono fornire elementi sui contatti e sui rapporti mantenuti nel tempo.
Gli accertamenti sul rapporto con Report
Un altro fronte dell’inchiesta riguarda il rapporto costruito negli anni tra il faccendiere e il programma televisivo. La Procura vuole comprendere quale fosse il peso effettivo avuto dall’uomo nei confronti della trasmissione, valutando se il suo ruolo fosse limitato a quello di fonte oppure se fosse diventato un interlocutore in grado di influire sulla scelta e sull’impostazione delle inchieste. L’approfondimento coinvolge anche gli aspetti legati alla posizione della Rai e agli equilibri interni collegati al programma.
Il conduttore dovrebbe essere convocato nuovamente dagli inquirenti per un terzo interrogatorio, previsto presumibilmente alla fine di settembre. L’audizione servirà agli investigatori per raccogliere ulteriori elementi sul rapporto con il faccendiere e sui contenuti delle comunicazioni analizzate. Le verifiche sui messaggi cancellati si inseriscono in un’indagine più ampia che non riguarda soltanto l’attentato, ma anche gli affari finanziari attribuiti a Lavitola.
Il nuovo filone sugli affari finanziari
La Direzione distrettuale antimafia di Roma, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, avvierà infatti ulteriori approfondimenti sugli interessi economici del faccendiere. Tra gli ambiti indicati dagli investigatori c’è quello legato al carbon credit in Africa, che sarà oggetto di nuovi filoni investigativi. L’obiettivo degli accertamenti è ricostruire eventuali collegamenti finanziari e acquisire elementi utili sulle attività seguite negli anni.
Gli avvocati di Lavitola sono intanto pronti a presentare ricorso, mentre gli inquirenti proseguono gli esami sui materiali sequestrati. Il recupero delle conversazioni considerate mancanti resta uno dei punti tecnici su cui si concentrano le verifiche, insieme alla ricerca di ulteriori comunicazioni utili a ricostruire la rete di contatti emersa dall’indagine.
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