Napoli dice addio a Davide Tizzano, il campione olimpico divenuto presidente
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Redazione Sport
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Un fiume di persone, silenzioso e composto, ha attraversato Napoli per rendere l'ultimo omaggio a Davide Tizzano, il due volte campione olimpico scomparso a cinquantasette anni. La basilica dell'Incoronata Madre di Buon Consiglio, a Capodimonte, non è riuscita a contenere tutti coloro che, commossi, hanno voluto essere presenti ai funerali del presidente della Federazione Italiana Canottaggio, una figura che aveva legato indissolubilmente il suo nome, prima alle imprese sportive e poi alla guida istituzionale dello stesso sport. La cerimonia ha rappresentato non soltanto un momento di cordoglio privato per la famiglia, ma anche il riconoscimento pubblico per un uomo la cui parabola, dall'atleta al dirigente, era diventata un punto di riferimento.
Un'eredità sportiva e istituzionale
La scomparsa di Tizzano, eletto alla presidenza federale poco più di un anno fa, arriva in un momento delicato per il canottaggio italiano, che si trova a dover gestire la transizione verso un nuovo ciclo olimpico. Con il suo insediamento, infatti, erano cambiati anche i vertici tecnici della nazionale, affidata ora al direttore tecnico Antonio Colamonici. Il 2026, ormai alle porte, sarà l'anno in cui, terminata questa fase di assestamento, si dovranno necessariamente individuare gli equipaggi sui quali investire in vista dei Mondiali del 2027, tappa cruciale per la qualificazione ai Giochi di Los Angeles del 2028. Un percorso, questo, che Tizzano aveva contribuito a disegnare e che ora prosegue senza di lui.
Le condoglianze dal mondo dello sport e della città
Il cordoglio per la perdita del campione napoletano ha travalicato i confini del canottaggio, raccogliendo messaggi dalle realtà sportive di tutta Italia. In particolare, ha espresso la propria vicinanza il Napoli calcio, attraverso le parole del suo presidente Aurelio De Laurentiis, il quale ha sottolineato come Tizzano avesse "scritto pagine indelebili della storia sportiva italiana". Le due medaglie d'oro, conquistate a Seul nel 1988 e ad Atlanta nel 1996, ne hanno fatto non solo un simbolo dell'eccellenza atletica nazionale, ma anche un'icona per il territorio campano, che in lui riconosceva uno dei suoi figli più illustri. Molti di coloro che hanno preso parte al funerale provenivano proprio dai circoli remieri locali, testimoniando un legame profondo e radicato.
Il futuro senza il timoniere
La sua prematura scomparsa lascia un vuoto che va ben oltre la dimensione emotiva, investendo direttamente la progettualità della federazione. Il compito di traghettare il movimento verso Los Angeles 2028, un obiettivo per il quale lo stesso Tizzano aveva lavorato nell'ultimo periodo della sua vita, spetta ora alla squadra da lui voluta. Si tratterà, per il direttore tecnico Colamonici e per il nuovo corso federale, di onorare quella visione, trasformando il dolore in slancio operativo. Il lavoro, del resto, non si ferma, e il miglior tributo possibile alla memoria del presidente sarà proprio quello di portare avanti con determinazione il cammino intrapreso, consolidando quel progetto di rilancio del canottaggio italiano a cui egli aveva dedicato le sue ultime energie.




