Blocco delle chiamate truffa: dal 19 novembre stop allo spoofing sui numeri mobili

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La battaglia contro il telemarketing selvaggio e le truffe telefoniche, un fenomeno che ha logorato la pazienza di milioni di italiani, si appresta a compiere un decisivo balzo in avanti. A partire dal prossimo 19 novembre, infatti, entrerà in vigore la nuova misura dell'AGCOM che estende il blocco automatico a quelle chiamate moleste che utilizzano numeri di cellulare italiani falsificati, una piaga che fino a oggi ha trovato una pericolosa via di fuga. Questo provvedimento, che segue di pochi mesi l'attivazione del filtro per i numeri fissi "camuffati", rappresenta il completamento di una strategia articolata volta a neutralizzare la pratica dello spoofing, la tecnica fraudolenta che permette di far visualizzare sul display del ricevente una numerazione diversa, e spesso ingannevolmente familiare, rispetto a quella reale da cui la chiamata origina.

L'efficacia del primo step e i numeri dell'emergenza

I dati, del resto, parlano in maniera inequivocabile e testimoniano l'ampiezza di un'emergenza che non conosce soste. Dall'estate, quando è stato implementato il primo scudo contro lo spoofing sui numeri di rete fissa, i risultati sono stati immediati e di notevole portata: le chiamate in arrivo dall'estero che si mascheravano con un prefisso italiano si sono praticamente azzerate, con un picco di circa 40 milioni di tentativi bloccati nel solo mese di ottobre. Un intervento che, seppur parziale, ha già impedito a decine di milioni di telefonate sospette di raggiungere i destinatari, offrendo un primo, tangibile argine a un flusso ininterrotto di molestie e tentativi di raggiro. Complessivamente, come riportato dalle autorità, sono state neutralizzate oltre 43 milioni di chiamate fraudolente, una cifra che corrisponde a quasi il sei percento del totale delle conversazioni ricevute nel paese e che dipinge un quadro allarmante della sua diffusione.

La complessità tecnologica della nuova sfida

L'estensione del blocco ai numeri mobili, tuttavia, costituisce una sfida tecnologica di ben altra complessità rispetto a quanto già messo in atto per le linee fisse. La stessa AGCOM ha sottolineato come identificare e filtrare i numeri di cellulari falsificati richieda un sistema di controllo più sofisticato e pervasivo, poiché queste numerazioni, a differenza di quelle fisse che seguono schemi geografici precisi, sono intrinsecamente più mobili e difficili da tracciare in modo univoco. Call center esteri e piattaforme automatizzate, che sono i principali artefici di queste campagne di telemarketing aggressivo, hanno sfruttato proprio questa vulnerabilità per eludere i primi filtri, continuando a colpire gli utenti facendo leva su una presunta fiducia associata a un numero nazionale.

Il meccanismo dello spoofing e la protezione dell'utente

Il cuore del problema risiede proprio nel meccanismo dello spoofing, che permette a un operatore malintenzionato di alterare le informazioni che compaiono sull'identificativo della chiamata. In questo modo, una comunicazione originata da un call center situato in un paese estero può facilmente apparire come proveniente da una città italiana, ingannando il destinatario che, vedendo un numero nazionale, è più propenso a rispondere. La nuova normativa, di fatto, impone agli operatori di rete di implementare dei sistemi in grado di verificare l'autenticità del numero presentato in chiamata, intercettando e bloccando quelle che risultano palesemente falsificate prima che queste possano anche solo squillare sugli smartphone delle vittime designate.

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