Siria, Al Bashir nuovo premier, garantiremo i diritti di tutti i popoli

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Lunedì scorso, nell'atrio del palazzo governativo di Damasco, è stata scattata una foto che, a suo modo, rappresenta un momento storico: il passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo regime siriano. A sinistra, seduto, il primo ministro nominato da Bashar Assad; al centro, il capo dei ribelli al Jolani; e a destra, il nuovo premier, Mohammed Bashir. Il primo, sbarbato e anziano, indossava un elegante completo azzurro, simbolo di un regime laico che concedeva alle sue élite i lussi dell'Europa.

La nomina di Al Bashir come capo del governo di transizione, ufficializzata ad Aleppo, segna un nuovo capitolo per la Siria. Al Bashir, ingegnere di Aleppo, è stato scelto da Abu Mohammad al Julani, capo del qaedista Hay’at Tahrir al Sham e nuovo leader siriano al posto di Bashar Assad, fuggito in Russia. Al Julani, noto come il "jihadista diventato buono", è impegnato a nominare fedelissimi nel nuovo governo, mentre l'amministrazione Biden pianifica di rimuoverlo dalla lista dei terroristi.

Nonostante la nomina, Al Julani non ha commentato i raid aerei israeliani che continuano a martellare la Siria, distruggendo il porto di Latakiya e avanzando oltre le linee di armistizio sul Golan. La situazione rimane tesa, con le truppe israeliane che continuano a spingersi oltre i confini stabiliti.

Mohammed Bashir, primo ministro ad interim, ha un passato significativo nel governo di salvezza della rivoluzione a Idlib, dove tra il 2022 e il 2023 ha ricoperto il ruolo di ministro dello Sviluppo e degli Affari umanitari.

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